Pioggia
Stefano Ferrari
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Adagiato sulla sponda del fiume,
la testa piegata di lato,
osservo con sguardo radente l'orizzonte lontano.
Gli occhi corrono tra i fili d'erba mossi dal vento insistente che ribalta di nuovo le condizioni del tempo.
Suono di fronde,
uccelli sospesi a mezz'aria ad ali spiegate sui campi di grano lievemente dorati,
il tramestio leggero del rio che scorre più in basso fuor dalla vista,
l'odore di terre distanti sospinto da ovest fin sotto il mio naso.
Così, inerme, tra i fruscianti pioppi argentati, giaccio ed ammiro le colonne d'acqua
che avanzano impregnando d'umore terreno la brezza incalzante.
La tempesta è nell'aria, nel cuore e nell'anima...
Aspetto paziente la pioggia,
la sento scorrermi addosso...
e grondante verso lacrime senza vergogna.
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L'autore
Stefano Ferrari
Commenti (1)
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Annamaria Barone10 settembre 2010
Aspettare la pioggia, per piangere liberamente, insieme alle lacrime del cielo. Non più solo, senza pudore. lacrime di struggimento, di dolore, di fatica, di gioia, di commozione. Ed è commozione che mi pervade mentre leggo questa lirica stupenda

