Di- menti- care

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
Commenti (4)
Innanzitutto c'è un geniale gioco di parole, che oltre tra di- menti- care e dimenticare, agisce anche su "di mendicare", in cui la sonorizzazione col passaggio da t a d, sembra corrispondere ad un momento di tenue stanchezza sia nei versi, sia più in generale... come l'immagine del prisma che riflette e taglia la luce, così tutta la poesia è tagliata in sfumature di senso possibili in base alla lettura e divisione delle sillabe... l'opposizione grafica tra corsivo e grassetto dà forma speculare tra il senso generale e l'idea del gioco di parole... riprende l'idea speculare del prisma... la luce è opaca, i diamanti sono "grezzi" ed è forse per questo che "l'urlo lacererà l'universo", per farla tornare limpida anche se "non si potrà dimenticare...
Originalità e genialità con stile... in un mix formidabile.
Un introspezione lacerante quella che l'autrice ci propone. Un percorso vitale fatto di incroci cosmici con "menti care" che ci imbrigliano... ci opprimono con la loro luce vacua... che nulla da' e di tutto, ci priva. E diventano un fardello insopportabile... succhiano... senza permetterci di suggere... e ti portano allo sfinimento... e dal loro giogo non puoi liberarti... e intanto scorre sabbia nella clessidra... e incombe sgomento che la morte sopraggiungerà...a rapire te e i tuoi sogni... Ennesimo pezzo di bravura di una grande artista eclettica e intimamente sofferta.
Versi introspettivi di sicuro impatto, un invito a non rimanere nella superficialità delle parole ma a scavarvi dentro per trovarvi la giusta dimensione... Letta con interesse e apprezzamento, così ho voluto commentare.




