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Introspezione 9 settembre 2010 · lettura 1 min · 3790 letture

Di- menti- care

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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Di menti care è fatto l'attimo imperfetto in cui attraversiamo l'universo in parallelismi poliedrici sfaccettature di diamanti grezzi impuri duri fragili è come prisma anima tua entra raggio fuoriesce miraggio dimenticare le menti care per liberarsi dai pesi che tengono giù corpo e anima di mendicare ti stanchi che mentre mendichi dai e non ricevi mai Danza la falciatrice a te d'intorno con sussurri freddi che gelano il cuore sarà nel lampo che sparirà squarceranno l'aria putridi orpelli - URLO DENTRO LACERERA' UNIVERSO - Dimenticare non si potrà
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L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (4)

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luigi889 settembre 2010

Innanzitutto c'è un geniale gioco di parole, che oltre tra di- menti- care e dimenticare, agisce anche su "di mendicare", in cui la sonorizzazione col passaggio da t a d, sembra corrispondere ad un momento di tenue stanchezza sia nei versi, sia più in generale... come l'immagine del prisma che riflette e taglia la luce, così tutta la poesia è tagliata in sfumature di senso possibili in base alla lettura e divisione delle sillabe... l'opposizione grafica tra corsivo e grassetto dà forma speculare tra il senso generale e l'idea del gioco di parole... riprende l'idea speculare del prisma... la luce è opaca, i diamanti sono "grezzi" ed è forse per questo che "l'urlo lacererà l'universo", per farla tornare limpida anche se "non si potrà dimenticare...

mario calzolaro10 settembre 2010

Originalità e genialità con stile... in un mix formidabile.

Stefano Sivo10 settembre 2010

Un introspezione lacerante quella che l'autrice ci propone. Un percorso vitale fatto di incroci cosmici con "menti care" che ci imbrigliano... ci opprimono con la loro luce vacua... che nulla da' e di tutto, ci priva. E diventano un fardello insopportabile... succhiano... senza permetterci di suggere... e ti portano allo sfinimento... e dal loro giogo non puoi liberarti... e intanto scorre sabbia nella clessidra... e incombe sgomento che la morte sopraggiungerà...a rapire te e i tuoi sogni... Ennesimo pezzo di bravura di una grande artista eclettica e intimamente sofferta.

Gaia22 Tiziana Porcelli14 settembre 2010

Versi introspettivi di sicuro impatto, un invito a non rimanere nella superficialità delle parole ma a scavarvi dentro per trovarvi la giusta dimensione... Letta con interesse e apprezzamento, così ho voluto commentare.