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Ribellione 9 settembre 2010 · lettura 1 min · 2848 letture

L'arena

Antonella Modaffari Bartoli 1002 poesie pubblicate
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Ero entrata ignara nell'arena facendo il mio ingresso dalla porta degli ideali. Ho cantato l'amore, la fratellanza senza capire, che sul mio capo gli avvoltoi attendevano la mia testa. Solo una libera mano ha gettato un seme nel mio giardino dove germogliavano forti, i semi del male che stavano avvelenando la mia essenza. Un ingordo predone - regista aveva offerto in dono agli spettatori taglienti lame di coltelli per ridurre a brandelli il mio cuore, la mia anima. Alla prima avvisaglia di un forte dolore alle spalle, ho teso le mani chiedendo soccorso... Solo poche farfalle hanno raccolto le mie invocazioni. Poche braccia si sono tese ad afferrare le mie mani per non farmi precipitare nel vuoto delle mie illusioni. Il nostro mondo è un'arena dove i gladiatori vengono ancora offerti in pasto alle belve.
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L'autore
Antonella Modaffari Bartoli
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Commenti (7)

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Salvatore Ferranti9 settembre 2010

una poesia di ribellione che lascia l'amaro in bocca. purtroppo, viviamo in una società di squali che non aspettano altro che sbranare i pesci più mansueti ed inoffensivi. poesia apprezzata.

Calogero Pettineo9 settembre 2010

descrizione di un'amara realtà dove l'egoismo ci tappa gli occhi e ci fa voltare di fronte alla richiesta di aiuto. Lirica ben stilata dalla piacevole lettura. proprio bella.

Splendido Leotta Michele9 settembre 2010

che splendore leggerti è un'emozione... la tua ribellione ha del fascino ...dove il triste che ci circonda amalgama ogni tuo detto ...una vera arena... complimentissimi poetessa

Enio Orsuni9 settembre 2010

la forza è dei forti ma i deboli hanno la forza di sottostare ed essere utilizzati dai forti per il loro piacere. questo è vita da "sempre". utilizziamo la bellissima poe per una ribellione collettiva.

Sergio Melchiorre9 settembre 2010

L'artista scrive una poesia di protesta che dovrebbe stimolare la nostra sensibilità... Condivido pienamente i commenti di Enio Orsuni, Splendido Leotta Michele, Calogero Pettineo e Salvatore Ferranti! Ma dov'è sono gli altri...?

Nemesis Marina Perozzi9 settembre 2010

A volte è la nostra ingenuità, a farci cadere nelle sgrinfie dei predatori e non bastano l'esperienza, la memoria del passato, il nostro sesto senso, a farci percepire in tempo il pericolo. Il nostro mondo non ha pietà per i deboli e gli indifesi: fiuta l'odore del sangue e completa l'opera sbranando. Saremo ancora in tempo, a capovolgere le sorti di questa civiltà dell'egoismo e a mostrare, finalmente, il palmo della mano, aperto, in segno di solidarietà vera?

mario calzolaro10 settembre 2010

la logica della legge della jungla... con l'Autrice non possiamo che unirci alla sua stupenda denuncia.