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Impressioni 10 settembre 2010 · lettura 1 min · 2496 letture

Cemento

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Hai staccato la spina. Hai abbassato gli occhi curvato le spalle. Serrate le labbra. Nascondi la testa -tacendo- come uno struzzo! Le lacrime sul selciato son diventate cemento.
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L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (21)

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Anna Maria Obadon10 settembre 2010

Probabilmente tutte le lacrime possibile sono state già piante. Succede, ci si sente svuotati e inerti come sassi: inerti e inamovibili. Bella poesia.

ci si allontana tacendo e nascondendosi quando le parole non riescono più a farsi comprendere. A quel punto nulla è più salvifico del tacere. Le lacrime quando hanno futuro spalancano il cuore, quando sono di resa si confondono col cemento. Amara ed indiscutibile verità. Sempre che abbia capito bene il senso. Sorrido e la conservo perché ci trovo tanto di me.

Alboraletti Enrica10 settembre 2010

,lacrime, come di sorrisi o di il felicità, sono il parlare dell'anima, come tali preziose, devono servire al continuare, mai inutili anche se può sembrare avolte così,il terreno per nuove verità,

Gaia22 Tiziana Porcelli10 settembre 2010

Senso profondo in queste parole nude e crude così come nude e crude sono a volte le dure realtà che si devono accettare. Così ho voluto leggerla...

V
Violeta C10 settembre 2010

E poi... dicono che gli uomini sono insensibili alle lacrime delle donne. Versi molto pragmatici ed intensi. Stile impeccabile. Mi è piaciuta molto. Un abbraccio

Calogero Pettineo10 settembre 2010

stupenda la facilità con cui l'autore riesce a trasmette emozioni sintetizzate in pochi versi. versi dalla sensibilità unica.

alessio carlini10 settembre 2010

semplicemente poesia vera... un caro abbraccio Mario

Enio Orsuni10 settembre 2010

si dice che la goccia scava la roccia chissà se anche le lacrime possono dire tanto con poche parole è vera maestria eccelso poeta.

Kiaraluna10 settembre 2010

A volte è necessario fingere la resa e prendere tempo. La vita, che si fa cemento, non permette più di nascondere la testa nella sabbia, ti costringe a guardarla negli occhi, ogni convinzione di poterlo fare è pura illusione ottica. Solo le lacrime restano insopportabilmente vere e tangibili. Pochi versi per una grande profonda espressività dell'anima, in cui mi ritrovo.

Lina Sirianni10 settembre 2010

Versi scritti con gran sensibilità, capaci di arrivare e restare impressi ... Apprezzata

M
Moreno Tonioni10 settembre 2010

La resa... non voglio giudicare colui che s'arrende in quanto vi sono casi in cui una dignitosa resa è preferibile a una lenta agonia. Resta che qui leggo di una resa forse dettata da astenia. "le lacrime sul selciato sono diventate cemento"... monito a non percorrere la devastante strada dell'autocommiserazione. Poche righe ben scritte a evidenziare un sentire forte.

Daniela Pacelli10 settembre 2010

Prima poi avviene la resa dei conti, il momento in cui chi ha sbagliato deve pagare e così abbassa la testa, curva le spalle, e lascia cadere lacrime sul selciato... ma sono di cemento, per tutte le azioni errate commesse fino a quel momento, almeno l'ho letta così...sempre molto belle le tue poesie, stile inconfondibile!

Tiffany 7010 settembre 2010

Lacrime di gioia, lacrime di dolore, lacrime di coccodrillo... stesso effetto per tre cause diverse... a volte ci si vergogna di confessare i propri torti... e la mancanza di coraggio restringe lo spirito e oscura l'anima...

Aldo Bilato10 settembre 2010

breve... secca... significativa... complimenti Marione ... cià*

Annamaria Barone10 settembre 2010

Poche parole, frasi concise, quasi una sentenza. Dura, forte, bellissima. Poesia di resa. Non serve più piangere.

D
Dany Blasi10 settembre 2010

Versi duri e brevi... ma di grande e profondo significato!

Vivì10 settembre 2010

Quando non si ha più il coraggio di dire parole, ci si nasconde, ma le lacrime diventano davvero come macigni che pesano. Una lirica concisa, ma molto amara e significativa. Non esistono parole abbastanza dolci per consolare chi soffre. Una lirica molto sentita e condivisa.

Silvia De Angelis10 settembre 2010

Versi incisivi che fanno molto riflettere sul significato quelle "lacrime di cemento"... Poesia molto piaciuta

Francesco Scolaro10 settembre 2010

Mi sembra la rappresentazione di chi, desolato, avvilito, stanco, si avverte impotente e si piega sotto il peso degli affanni non reagendo alle sofferenze e scaricando il suo dolore attraverso le lacrime che si pietrificano. Piaciuta.

Nemesis Marina Perozzi10 settembre 2010

Quando non c'è più nulla che valga la pena tentare e si nasconde la testa per non sentire più, per non vedere... anche le lacrime s'irrigidiscono, come la nostra anima pietrificata. Non è soltanto staccare la spina, ma tagliare il filo.

m
maria giammarresi11 settembre 2010

I versi di quest'Autore, scavano con parole chiave, l'anima. Già il primo verso, è la poesia stessa, dove il sentimento espresso, trasporta e va a chiudersi in quelle lacrime fattesi, cemento.