Lirica del Sanatorio Interno
Dottrine sporche, come la bibbia che custodisci tra le mani,
maledetto colui che viene nel nome del signore,
per esso è peccatore del suo peccato,
chi si converte morirà dannato all'inferno
con satana aspiratore di anime e di feti ancora non nati,
come un cancro si diffonde nella milza esteriore,
poi s'infiltra nel suono dei battiti del cuore,
rendendo marcio il sudicio sangue, nero,
cola dagli occhi che implorano il perdono,
cercano ancora il cammino, non appare,
solo un vuoto sospeso nell'aria
avvolge le menti sonnambule,
prosciugando l'ossigeno nelle vene e poi nei polmoni
come inferno vivente in cerca di vendette,
che trova nella sporcizia di chi è povero,
schizza il sangue dalle orecchie
che mute si perdono nel prossimo in pena,
i riti satanici con gli inquisitori padroni
strapperanno alle madri i loro figli
stuprandoli entrambi.
Multe ai malati di mente nei tribunali interni,
le ombre dei muri sporchi di fetidi crocifissi
che diffondono una luce inerme,
soccombe l'ultima candela in cielo,
il grigio soffia da nord le nuvole di cenere,
a terra quelli che furono suicidi,
in alto coloro che sono speranzosi, in paradiso
in basso non c'è l'inferno,
solo un altro luogo,
come il lago di liquami ingessati,
si nutrivano tutti insieme,
in atti sessuali scolpivano le membra
squartate al vento un secondo prima
nell'ultimo cerchio si chiude,
quel che viene denominato,
il secondo inferno è solo
prigioniero dell'eternità
in un sogno che non farà dormire nessuno,
plagerà tormento come un incubo illimitato,
frammenterà l'anima nella cupidigia,
un morbo letale decimerà l'uomo,
cade nel grembo della morte
come un uccello ferito si dimena,
un flebile respiro soffocante
prima di venir trasportato
nell'ultimo cerchio che non appartiene a Dio,
stringe un patto con una firma,
il suono dei funerali si udii soave
come urla in preda al terrore dei folli,
il nome del sanatorio interno.
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L'autore
Sal
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