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Impressioni 13 settembre 2010 · lettura 1 min · 4809 letture

Vienna

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Passa le Alpi solamente, il treno, ma disegna paesaggio che sconfina in orizzonti senza più alcun freno, là dove il nostro mondo già declina. I pascoli tranquilli che vedevi lungo le valli tu, dal finestrino, scompaion proprio quando non credevi ad un oriente già così vicino. E dorme quasi la città accucciata, timorosa che i fatti del passato, che la videro tanto minacciata, possano ancora tenderle un agguato. L’ "hic sunt leones" proprio alla portata di mano qui ti sembra, mentre ammiri quell’imperiale vita regolata da valzer e romantici sospiri. Comprendi in quale modo la paura del Turco e dello Slavo abbia potuto cambiare della gente la natura, accettare dell’"Anschluss" lo statuto. Tipico è forse di bonaria gente efferate sfornare cattiverie, se sono affronti opera frequente, se paventa chissà quali macerie. Tu qui t’accorgi che, nel giudicare ciò che fece germanica nazione, non devi nello sdegno sprofondare, ma capir gli antefatti e la ragione.
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Visitai Vienna nel 1992; la poesia è di pochi giorni fa: forse le impressioni hanno bisogno di una lunga incubazione, per trasformarsi poi in adeguate espressioni linguistiche. P . S . Dedico la poesia a A . S . G .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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I
Il cobra13 settembre 2010

Qui si tratta veramente, con poche quartine, di addentrarsi nello spirito di una città, o diciamo meglio, di una nazione. E l'autore, con il suo inconfondibile stile e la sua abilità, entra nei palazzi della città, s'incunea nel pensiero della gente, e ci rappresenta l'essenza di un popolo meglio ancora che un lungo trattato all'uopo redatto.

Enio Orsuni13 settembre 2010

inizia con una pennellata e finisce con un riassunto storico. la classe non è acqua ma se lo fosse tu ci affogheressi tutti. perfette quartine bella tutta

Aldo Bilato13 settembre 2010

la tua poetica è da sempre a me gradita... ma questa volta vorrei rispettosamente far notare... che la terza strofa la trovo appesantita... dai troppi "che"... lo so... farei meglio a starmene muto... che di strafalcioni ne scrivo a iosa... però nel legger le tue... m'hai abituato bene e quindi... con la solita stima... cià*

Angelo Ricotta13 settembre 2010

Sulla necessità dell'incubazione , sicuramente rende la riflessione più profonda e l'espressione più efficace. Riguardo alle colpe degli austriaci e dei tedeschi, io penso che mai un popolo intero può essere colpevolizzato per i misfatti di pochi, soprattutto poi se ci si riferisce alla storia passata. Io ritengo che la responsabilità è esclusivamente personale. E poi se guardiamo all'intero corso della storia chi veramente può scagliare la prima pietra?