Vienna
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (4)
Qui si tratta veramente, con poche quartine, di addentrarsi nello spirito di una città, o diciamo meglio, di una nazione. E l'autore, con il suo inconfondibile stile e la sua abilità, entra nei palazzi della città, s'incunea nel pensiero della gente, e ci rappresenta l'essenza di un popolo meglio ancora che un lungo trattato all'uopo redatto.
inizia con una pennellata e finisce con un riassunto storico. la classe non è acqua ma se lo fosse tu ci affogheressi tutti. perfette quartine bella tutta
la tua poetica è da sempre a me gradita... ma questa volta vorrei rispettosamente far notare... che la terza strofa la trovo appesantita... dai troppi "che"... lo so... farei meglio a starmene muto... che di strafalcioni ne scrivo a iosa... però nel legger le tue... m'hai abituato bene e quindi... con la solita stima... cià*
Sulla necessità dell'incubazione , sicuramente rende la riflessione più profonda e l'espressione più efficace. Riguardo alle colpe degli austriaci e dei tedeschi, io penso che mai un popolo intero può essere colpevolizzato per i misfatti di pochi, soprattutto poi se ci si riferisce alla storia passata. Io ritengo che la responsabilità è esclusivamente personale. E poi se guardiamo all'intero corso della storia chi veramente può scagliare la prima pietra?


