Odio e rancore
Stefano Ferrari
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Il rancore affonda in cuore e cervello,
si propaga incosciente attraverso infinite radici invisibili,
sopisce come la terra d'inverno sotto la candida neve
e si aggrappa diramandosi lento e silente al pari di gramigna infestante.
E si ridesta, oh si... rialza sempre la testa.
Si nutre del suo stesso dolore, di gioia perduta, sorrisi mancati, abbracci scordati.
Vomita odio schiumante d'invidia per la vita serena di chi semina l'astio nel campo protetto
dell'uomo che si sente nel giusto.
L'odio, veleno che estirpa bontà e comprensione, asciuga lacrime tristi
serrando la bocca in una smorfia di pietra e il cuore,
incatenato e rinchiuso in una campana di vetro,
palpita muto senza piacere alcuno frenato nell'incedere ritmico da una forza che spegne l'amore spianando la strada al risentimento profondo
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L'autore
Stefano Ferrari
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