All'avvicinarsi il passo silenzioso dell'alba
Giorgia Spurio
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Se come il vento
su collana di perle la neve
sciolse il bacio sulle ginocchia,
è sul cemento, poggiata su lacrima la testa
ad ascoltare il tuo respiro...
Pelle di cieli feriti da tempeste
Seni di cicatrici baciati dal sole
Ricordami il mio nome, ogni volta che dal tuo gemito
partorirai la mia identità.
Guarderò le fusa dei gatti
e le lingue rosee sulle cristalline piogge estive
Guarderò la bocca del tuo volto
e socchiusi occhi sulle strade del mio corpo
Scolpiscimi
come vergini dai ciclamini,
afroditi dalle cipree rosa e arancioni,
nudi fiori al freddo prematuro
sei Settembre a cui dare petali per spogliarmi.
Se mi baci cercherai
il seno gonfio ad ogni fiato, il mio
regalo di sussurri al tuo orecchio, caldo
sospiro sui lobi bianchi
tra i rami e le mani
su unghie d'intonaci.
Chiedimi di lasciare la mia schiena
come impronta ai muri
e l'eco dei sussulti
sulle pareti della tua mente,
prima di posare
spasmi senza silenzi
sulle voci dell'eterne compresenze
cronologie esplose tra le lancette di vetro.
...profumo scivolato giù
sui tappeti delle nude braccia
divenendo come ninfee fuse alle radici della terra,
come arrossite mandragore senza veleno
sotto bacio di ciglia,
sfiorato avvicinarsi in delicato tocco
d'azzurre eclissi d'alba.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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mfm Luigi Mancini14 settembre 2010
Son da rileggere i tuoi versi per estrarne il succo saporito del tuo graffiante erotismo. Bellissima. Si legge che è un piacere...
B
Benedetta T14 settembre 2010
l'amore è di per sé un un rito sacrale. beati quelli che ne sono coinvolti, non solo come fedeli ma anche come officianti. fantasici silverchair
