Un filo
Appeso ad un filo
a testa in giù pendo dal cielo
vedo nuvole e nuovi spazi, ora aperti, il sole ha nuovi colori.
vertigine
piacere che pervade e tortura
ancora ritorna e poi
finalmente corteggia la mente
lì rimane inciso per sempre.
sento, mi sento
e sento voci lontane in allegria, vorrei unirmi a loro
eternamente.
dolce inatteso e pericoloso sentimento, che conduce nei luoghi di sempre, dove gli amanti si scambiano frasi e carezze eterne
le uniche che parlano d'amore.
Appeso ad un filo sto'
e
aspetto nastri di velluto rosso carezzarmi le labbra .
Dondolo e appeso sto'
che mondo è questo? Qui vivi anima mia?
qui vivo
come vivere se tu non vivessi
se tu non avessi nulla per me
un lieve respiro.
Appeso a testa in giù
a sentire
sento i dolori del mondo e anche i miei
anima mia dove sei?
Son qui vicino a te a sentire quello che senti.
©
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Commenti (1)
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Anna Elvira Cuomo18 settembre 2010
Sà di movimento ma anche di staticità, il movimento è dato da quel filo a cui l'autore si sente appeso, filo che, per forza di inerzia, avrà un suo movimento dondolante; poi però c'è quel "stò" fisso lì come un chiodo nel muro, statico appunto, che dà un senso di impossibilità a muoversi. Ovvero, ci sivorrebbe muovere e raggiungere quelle voci ma, sia il filo che tiene che quel "stò" lo impediscono. Mi ha presa perché mi ha ricordata una mia "Immagina", non sarà così, ma è quello che ho sentito. bella e grazie per l'emozione provata
