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Fiabe 15 settembre 2010 · lettura 2 min · 6633 letture

Le figlie meticcie dai matrimoni sconsacrati delle fate

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Monopoli vuoti di leggenda in questa nuova era di angeli che fendono di spada separano la pelle dall'anima È in marcia l'esercito delle farfalle notturne È in guerra l'orco che baciò la fata: Concepimento di blasfemia Fiore che nacque bimba dalle pupille senza iride Albero che diede a lei latte in linfa gocciolante dalle foglie sulle cui radici riposano i feti degli antenati. Regine senza corona in questa nuova epoca di diavoli che baciano leccando la punta delle spade spezzate e separano gli occhi dalle palpebre È in marcia la legione delle sentinelle che rapiscono lucciole in sigillate lanterne È in guerra la fata che donò seno all'orco: Concepimento di mostro Orchidea che nacque bimba senza sorriso né lacrime Quercia minacciata fra i rami di neonata sulle cui radici riposano i fiori aridi privati di silenzi e pollini. Hanno ossute dita sulle piume hanno anime sepolte nelle necropoli al buio sacre hanno corpi d'amazzone hanno bocche di maghe e filtri imprigionati al filo di cuoio Sono le figlie illegittime... l'esiliate dal tempio l'escluse dall'oscurità le mulatte della luna le meticcie della luce... Le cui madri furono fate, baci di stelle al sole, e i cui padri furono abominevoli gli orchi, baci per la prima volta dolci fra i denti e le mani di ferro.
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La fiaba gotica degli esclusi, di chi non sa a quale genitore poter affidarsi, di coloro che hanno il sangue misto... di coloro che si sentono il peso della colpa... solo perché sono nati, di coloro che per il pregiudizio comune hanno il tatuaggio del male sulla pelle... di coloro che non sanno chi realmente siano e quale via è da seguire, se non quella di combattere.

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (4)

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Gaia22 Tiziana Porcelli15 settembre 2010

Molto molto bella nella sua tragicità... Versi pregevoli, forti e nello stesso tempo intrisi di profonda delicatezza che si scontra con la visione di quei padri indegni (se padri si possono chiamare). Letta con estremo interesse e molto apprezzata per la completezza che l'autrice è riuscita a creare tra parole e musica appropriata.

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DarioC 8515 settembre 2010

...però negli ultimi due versi voglio leggere uno spiraglio, un briciolo di speranza, con quei baci "per la prima volta dolci", segno di un amore ritrovato tra denti e mani di ferro... e forse la sensazione di sentirsi per la prima volta figli, e trovare così il proprio posto nel mondo... Bello il quarto verso... separando l'apparenza dall'essenza gli angeli impediscono alle coscienze di prendere consapevolezza. Anche il sesto verso è affascinante... l'orco che prende la farfalla con la forza, forse con l'inganno di una favola... e la porta alla guerra. Anche l'immagine al nono verso la trovo azzeccata, con quegli occhi senza iride, spenti... occhi ai quali i diavoli al verso 17 strappano le palpebre, rendendo così impossibile chiuderli... bella!

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dragonero15 settembre 2010

c'è un mondo gotico di contorno, una sequenza di parole, di mostri in un mondo di sofferenza ma c'è anche il nostro di mondo, gli stessi orchi, gli stessi eserciti la stessa violenza, c'è la tua speranza che non è la mia f

Salvatore Ferranti16 settembre 2010

una poesia molto forte. nello stile e nel contenuto. apprezzatissima.