Mani che mutano, la creta della vita
Gianpiero De Tomi
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Emozioni che sfumano
diventando flebile sussurro.
Forse, in quel sottile velo
che veste l'orizzonte del tramonto
forse nell'odore di sconosciute terre
che emerge alla luce del mattino.
Ma le onde, di antichi mari dell'anima
portano voci che mi colgono nel sonno.
Mesti lamenti, mi tendono la mano
ansiosi di emergere fra le dune
di un deserto di fiori, senza profumo
una notte di rovi, senza spine
e quella vita, che assaporo delirando
solca il cielo alla ricerca dell'anima.
E quando perdo consistenza
nel sonno involto di miele
filigrane dello spirito mi ritrovano
sfumando ad ogni battito
bolle di sapone, che giunte al loro apice
trovano infine la libertà dalla forma
mani che mutano, la creta della vita
scivolando sulle pieghe della pelle.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Grazia Longo16 settembre 2010
Carezze per l'anima questi versi, carezze di vento, come le emozioni che sfumano, in questa introspezione notturna che racchiude in sé i colori dell'alba e del tramonto. In bilico, tra la veglia e il sonno, tra il reale e il sogno, in un'oscillazione impercettibile, sfumata, ma allo stesso tempo consistente, che trova voce in quel sussurro urlato: "...e quella vita, che assaporo delirando solca il cielo alla ricerca dell'anima" e ancora: "... bolle di sapone, che giunte al loro apice trovano infine la libertà dalla forma ...". Un anelito a liberare l'anima dalla forma, per ritrovarla nella sua essenza a qualunque costo anche di ... svanire ... e Gianpiero cresce ... (filibrane ... correggi)

