Calliope, mia diletta!
Mimmo Mariano
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Tempestose maree
e primavere incantate
ti dedico, e magici profumi
di antiche essenze,
dal mio scrigno attinti
e per nient'altro svelati,
se non per il tuo pensiero grande
che costante il cuor mi serra;
ma se adesso, mia Musa,
non sei tale,
mi accorgo dell'inaccolto
canto che lascia vano il mio scrivere
così che mi vien da offrirti,
ed altro non ho, che una
distesa di sabbia
ed un secco arbusto,
arso dall'inedia.
Il mio foglio ripiego stanco,
la penna ripongo arida
e attendo inquieto
il misterioso attimo
in cui sentirò sgorgare
dal tuo cuore melodiosi
cantici e rime speciali
che al mio misero polso
affiderai con diletto.
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