Prima
Guido G Vestrucci
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Prima che la metafora sovietica
ci ferisse nel centro della vita,
dall'ombelico rosso, allucinato,
di Budapest e Praga; prima ancora
che la stella cometa d'Ulianov
partorisse gli Stalin ed i Breznev,
Re Magi tecnologici, eravamo
ugole e piazze, urlo dalle tenebre.
Ora, selci invidiose delle idee,
calpestate dal tacco degl'invalidi,
rigettiamo la pioggia velenosa
nello sguardo dei ciechi. L'impossibile
cuore dell'uomo, rozzo come un botolo,
lecca la mano al dio dell'immutabile.
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L'autore
Guido G Vestrucci
Commenti (2)
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Aldo Bilato20 settembre 2010
di comunismo e barbarie... l'uomo!... del resto... meglio non parlarne... cià*
Enio Orsuni20 settembre 2010
è stata una dottrina come tante sembra che l'uomo ambisce ad essere governato da pazzi! la storia lo conferma. molto apprezzata


