633 lettori online · 359.800 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 19 settembre 2010 · lettura 1 min · 1857 letture

L'ultimo frammento

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
+ Segui
Parleremo alla morte che sfiata silente sentiremo il remoto freddo avvolgente spengeremo il respiro al suo confronto consunto irraggiungibile l'immobile corpo cosparso da lacrime versate copiose compare ora un chiarore accecante ad arte accarezza quel corpo anelato arridono gli occhi alla fresca brezza brezza che sta ora ad entrar da finestra frammento vitale dal fondo è sgorgato sola rimane la morte e rifugge rimanda ad un tempo diverso il ritorno Parlai alla morte ... oppure alla vita.
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Tempera su cartone telato - Madonne a passeggio dialogo con la morte sensazioni - Coma profondo - da molti risvegli è stata riportata l'ascesa il distacco corporeo e l'intensa luce stupenda dolce donatrice di pace di gioia "una carezza" - la lieve brezza fa capire il risveglio e la morte che fuggendo non fa altro che rimandare il momento (unica certezza che noi abbiamo) quesito parlano alla morte in quella fase extracorporea o alla vita eterna?

L'autore
Massimo Mangani
Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso19 settembre 2010

Una poesia che ho letto molto attentamente e su cui mi sono soffermata a lungo. Sembrerebbe che la luce e il benessere che si provano in certe condizioni, siano un anestetico naturale che il nostro cervello produce per non farci soffrire troppo, ma gli studi stanno proseguendo. Certo è che, una poesia del genere, è grande spunto di riflessione ed essa stessa getta luci assai particolari e svela un animo molto profondo. Chi "ritorna" è animato da grande volontà e grande amore per la vita e anche su questo punto, ci sarebbe molto da disquisire. Lirica apprezzatissima!

A volte penso una cosa... Forse meglio una morte che ci fa svanire tutto il dolore, che ritornare a vita... Ma questo se non si è capaci o non si è ha aperti quella finestra per far entrare la brezza e il bagliore dell sole... Se con la vita le si parla, la si prende in toto, assaporandola... E così, parlando alla morte, a volte sarebbe bello dirgli: ehi ora non è tempo per noi... Grande poeta che fa sempre riflettere... e ripeto il suo nuovo stile mi piace tanto tanto!

Enrico Baiocchi19 settembre 2010

si parla alla vita e mai alla morte, perché sarà in noi solo quando avremo già varcato quell'ultima porta, di cui nulla conosciamo, non è la morte che terrorizza, è lasciare la vita, che per quanto colma di sofferenze e dolore è l'unica che abbiamo. Una lirica estremamente profonda che ben ha illustrato quell'attimo che alcuni dicono di aver toccato con mano.