L'ultimo frammento
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Una poesia che ho letto molto attentamente e su cui mi sono soffermata a lungo. Sembrerebbe che la luce e il benessere che si provano in certe condizioni, siano un anestetico naturale che il nostro cervello produce per non farci soffrire troppo, ma gli studi stanno proseguendo. Certo è che, una poesia del genere, è grande spunto di riflessione ed essa stessa getta luci assai particolari e svela un animo molto profondo. Chi "ritorna" è animato da grande volontà e grande amore per la vita e anche su questo punto, ci sarebbe molto da disquisire. Lirica apprezzatissima!
A volte penso una cosa... Forse meglio una morte che ci fa svanire tutto il dolore, che ritornare a vita... Ma questo se non si è capaci o non si è ha aperti quella finestra per far entrare la brezza e il bagliore dell sole... Se con la vita le si parla, la si prende in toto, assaporandola... E così, parlando alla morte, a volte sarebbe bello dirgli: ehi ora non è tempo per noi... Grande poeta che fa sempre riflettere... e ripeto il suo nuovo stile mi piace tanto tanto!
si parla alla vita e mai alla morte, perché sarà in noi solo quando avremo già varcato quell'ultima porta, di cui nulla conosciamo, non è la morte che terrorizza, è lasciare la vita, che per quanto colma di sofferenze e dolore è l'unica che abbiamo. Una lirica estremamente profonda che ben ha illustrato quell'attimo che alcuni dicono di aver toccato con mano.



