La nostra libertà
Partire cosa vuol dire:
lasciare il nostro paese
verso una mèta che
non ci siamo ancora preposti,
non risalire mai più la china
ed essere veramente noi
o quello che chi lo sa può essere
un mondo di vita.
Noi ormai non abbiamo più niente
ci hanno tolto tutto
la parola, la voglia di vivere
ogni più piccolo concetto nascosto
nella nostra mente.
Che giorni saranno
che spazio mi creerò attorno
quale sarà il destino che mi
avvicinerà al dolce sorriso del tuo viso?
Non è della libertà che non ho mai avuto
ma nell'attimo in cui me l'hanno tolta
ho creduto e sperato che
tu certamente avresti capito
che significato avrà vivere
profondamente la mia persona.
Attimo, giorno o anno che sia
lontano vola il battito del nostro cuore
che ci hanno spezzato,
trascinato, rubato
in questo sperduto orizzonte,
ai confini della terra più sconosciuta
che ci ha fatto sembrare
un solo piccolo etereo mondo
di uomini veramente liberi,
passando di nascosto tra i raggi sperduti
di questo sole più puro e più irreale
di una notte nel silenzioso brusio
del rumore del mare.
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L'autore
Giorgio Cossalter
Giorgio Cossalter nasce a Feltre (BL) il 2 settembre 1965 e vive da sempre a Vellai, un piccolo e tranquillo paesino di 870 abitanti circa situato a 4 km. di distanza dal centro della città. Inizia da giovanissimo ad appassionarsi alla poesia ispirandosi ai grandi maestri nazionali studiati durante l’età scolasti
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda5 ottobre 2010
Profondamente commossa da questi sensibilissimi versi. Gli oppressori potranno anche crocifiggerci, così come fecero con Cristo, ma non potranno mai rubarci l'anima. Che resterà Sempre Libera, in tutta la sua Dignità.
