Il sordo invadente

Verso sera ho gran bisogno
di varcar di casa il soglio.
A sedermi vo, in panchina
e ne cerco una vicina.
Quì la scelta, non è grande;
se non posso andar distante.
Pur la voglio illuminata,
anche a fine di giornata
poiché adoro la lettura
se, per caso, il meteo dura.
Giunto lì, nasce un problema,
e si presenta ormai ogni sera.
Spesso incontro quì taluno,
che non parla con nessuno,
poiché è sordo; non ci sente,
non afferra proprio niente!
Ma con me vuol chiacchierare
e perciò mi fa gridare...
Spesso nella discussione,
vedo donna sul balcone,
proprio sopra alla panchina,
con i nervi suoi in rovina.
Suo malgrado ascolta il chiasso
e mal sopporta tal sconquasso.
E' scocciata e lo si vede,
ma nessuno se ne avvede.
Lancia a noi delle occhiatacce
e, presumo parolacce...
Ciò mi dà gran dispiacere
e vorrei non più sedere.
Però quello è un osso tosto...
Ho deciso: cambio posto!
E' una cosa imbarazzante,
non mi molla mai un istante.
Così lui, che parla forte
ed io pur, che dò manforte.
Dannazione, cosa fare?
Ho deciso di mollare.
Vado lungi ad un posto nuovo,
ove niun mi rompa l'uovo.
Anche lì ci sarà gente,
ma farò l'indifferente...
Sennò parlo sol con uno,
che l'udito non ha in fumo
e, lo giuro, questa volta,
volgerò la cosa accorta.
Sarò forte e risoluto
e non sbaglio in assoluto.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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