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Introspezione 21 settembre 2010 · lettura 1 min · 3015 letture

E disegnerei arcobaleni

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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Vorrei che l'anima potesse cantare, alla luna il mio dolore senza alcun piombato bavaglio un grido, che uscirebbe dagli argini fra insidiosi torrenti, di note stridenti lasciandomi sanguinante, fra lame di una notte senza sonno. Potrei cosi compredere perché le mie mani, sono bruciate dal vuoto perché l'aria che respiro è cosi tetra e la corda attorno ai polsi, cosi tesa. Forse non servirebbe neppure amarmi per salvare la mia anima, che giocosa sconvolgerebbe l'ordinaria bilancia delle ore. E dopo aver pesato il mio cuore sull'altare degli spiriti puri e dimenticati disegnerei arcobaleni sgargianti con colori nascosti sotto un cuscino con pennelli dal crine albino e sfuggente che seguirebbero, fra contorni spezzati quelle linee ambigue di vita dileguandosi dalle vaghe celebrazioni di ombre dal simbolico sorriso.
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Commenti (1)

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Doraforino21 settembre 2010

Versi introspettivi che descrivono dolore, fra lame di una notte insonne... sono immagini forti, come mani, bruciate dal vuoto, per l'aria che si respira. E' come sentirsi le mani legate... Intensa.