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Ribellione 21 settembre 2010 · lettura 1 min · 5307 letture

Grido nella notte

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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Squallide intonazioni foschi messaggi esaltanti aggressivi rintocchi di luna discostano morbida linea del senno -fluttuante- Luccicanti asimmetrici retaggi gettati in pozzanghere sfuggente temporale oscurano perfette intuizioni Acerbe inutili vite abbagliate cruento funesto fulgore sfumano l'ultimo respiro nell'estasi...
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Molti giovani abbagliati dal furore delle discoteche, foriere di alcol e droga, perdono il dono più prezioso: la vita

L'autore
Silvia De Angelis
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Commenti (20)

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C

anche quest'anno moltissimi giovani hanno perso la vita sulle strade, durante queste notti che loro definiscono da sballo, tristemente veritiera, come sempre, sensibile alla realtà che ti circonda, la trasformi in versi armoniosi

Angela21 settembre 2010

Grande sensibilità dell'autrice in questi versi molto poetici ma purtroppo veritieri che in una sintesi perfetta riassumono la sfrenata esaltazione giovanile che conduce verso una meta senza ritorno. Una grande poesia che sa cogliere le sfumature della realtà dei tempi che viviamo

Lina Sirianni21 settembre 2010

Persi gli antichi valori i giovani si "arricchiscono" con effetti deleteri e pericolosi per la vita stessa... molto sentita ...

Doraforino21 settembre 2010

Quante vite spezzate, per rincorrere falsi illusioni, menti ottenebrate da emozioni forti che portano solamente alla devastazione del corpo e della mente. Apprezzata.

Felice Di Giandomenico21 settembre 2010

Serate di divertimento che si trasformano in tragedie. Purtroppo oggi sembra che la vita non abbia più alcun valore e, soprattutto i giovani, la mettono spesso a repentaglio. Lirica che tocca uno degli aspetti più dolorosi che caratterizzano l'era contemporanea, molto apprezzata.

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marcello plavier21 settembre 2010

hai descritto in poesia la realtà del momento non esiste freno alla voglia di strafare dei giovani, che non avendo altro dove sfogare la loro poteza giovanile così si sfogano. Eppure esistono altri valori che possono servire allo scopo come lo sport oppure il LAORO. Grazie Silvia mi seim piaciuta molto.

Vivì21 settembre 2010

E solo una grande sensibilità poteva portare alla ribalta le morti del sabato sera. Giovani vite stroncate dall'alcool, dal fumo, dalla droga. Per finire massacrati a folle velocità sulle nostre strade. Quante ancora, prima che qualcuno si decida a fare qualcosa di veramente efficace per mettere fine a questo sterminio?

s
senzamaninbicicletta21 settembre 2010

Una poesia densa d'autocritica sociale, molto sentita e condivisa, tre strofe, tre ambienti, tre metafore dense di pathos e tristezza intrinseca, delusione, ingiusto senso di inevitabilità in eccessivi pseudo- insegnamenti mediatici.

Rita Minniti21 settembre 2010

Un'intensa e vibrante ribellione che sale fortemente dall'anima e non lascia spazio ad altre parole, perché possano rispondere a tale grido. Un grido disperato che vede una società oramai alla deriva e dove, qualsiasi ammonizione o consiglio, non porta a niente. Vite sbattute su aridi marciapiedi in preda a un'estasi che non eleva alla vita, ma porta alla morte. Suggestiva poesia, per quanto triste sia l'argomento, che mette sgomento nel cuore. Molto dura, forte, molto bella!

Kiaraluna21 settembre 2010

Il miraggio della fuga dalla realtà,ormai una piaga sociale, un barartro in cui i nostri giovani cadono d'ignorata consapevolezza, bruciandosi le ali e fin troppo spesso, l'intera esistenza. Profonda e attenta riflessione dettata dalla rabbia di non poter fermare questo scempio dilagante.

Quanto mai vera qeusta poesia... Purtroppo sai non ce l'ho con le distoteche ma con quel pensare di viverle al meglio facendo uso di quei fumi stupefacenti che lasciano ai giovani quell'ebbrezza falsata... Il pericolo costante è questo, non il luogo in se, ma fermare il fatto che giovani trovino in quello lo stimolo per "vivere" un momento "euforico"...Grazie Silvia poesia molto apprezzata e il tuo stile sempre affascinante!

Calogero Pettineo21 settembre 2010

verità sacrosanta in questa lirica che offre un paesaggio di molti giovani che si lasciano trasportare dalla foga di esperienze da non fare. molto bella.

Francesco Scolaro21 settembre 2010

Poesia di alta fattura che sa toccare le giuste corde per evidenziare un grossissimo problema sociale in cui moltissimi giovani sembrano aver perduto il vero senso della vita abbandonandosi a trasgressioni pericolose mettendo quotidianamente in giuoco la propria esistenza. Silvia

Tiffany 7021 settembre 2010

Sembra che i valori della vita siano sballati, come sballati sono moltissimi giovani nelle loro serate di evasione... evasione che può avere un prezzo molto alto, come quello della vita... Forte e decisa, una lirica che colpisce per la sua elegante durezza!

Raggioluminoso21 settembre 2010

Sembra che i giovani d'oggi non siano mai sazi di nulla e perdano, in questa loro ricerca, ciò che è il nocciolo dell'essenza e spesso perdono la vita stessa per rincorrere il nulla e il vuoto totale. Spunto di grande riflessione in questi versi!

D
Dany Blasi21 settembre 2010

Questa tua mi ricorda la mia "Lo schianto",brava Silvia... hai toccato anche questa terribile piaga in modo veramente delicato!

Gerardo Novi21 settembre 2010

Ribellione, sociale... quanti figli devono ancora morire prima di fermare questo scempio... non aggiungo altro se no m'arrabbio da solo... Tornando alla tua poesia, col tuo magnifico scrivere hai parlato di un tema molto difficile, condivisa in tutto e per tutto.

purtroppo tanti giovani distruggono la loro vita pur di sballarsi in ogni modo, per non parlare poi di chi rimane a piangerli ...molto sentita questa tua di oggi ...scritta con versi incantevoli ...molto bella

Danielinagranata21 settembre 2010

Purtroppo è la triste realtà troppi giovani perdono la VITA la distruggono anziché amarla molto apprezzata

Berta Biagini15 gennaio 2012

Parlare di questi fatti fa quasi paura, ma non dobbiamo arrenderci anzi, fare in modo che in ogni dove si possa tenere alta la guardia, anche con un solo scritto, con la speranza che a forza di sentirne parlare, tanto da venire a noia, qualche cambiamento possa avvenire – non sentir più telegiornali che fanno venire i brividi.