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Riflessioni 26 settembre 2010 · lettura 1 min · 2076 letture

Scatole cinesi

Tiffany 70 82 poesie pubblicate
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Le nostre storie. Tratti teneri tinteggiati di verde oliva sbiadito. Rossori rinfacciati di affettuosa impudicizia; tetti di cielo arrugginito da progenie di temporali; e le nostre voci nascoste se non sorprese, poco di più, in abbandono. Di fronte a nuove stagioni i sogni pari ai desideri. Darmi in braccio all'idea di nuovi amanti... spossate le membra da storie consumate di languori lunghi un attimo; liquida passione per accaldate labbra e sudori di pelle. Ho ripulito la mente dai giorni tumultuosi. Alle spalle i sentieri degli amori finiti, tra brandelli di baci e rose spezzate. Scatole vuote galleggianti nello stagno...
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Tiffany 70
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Commenti (9)

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Silvia De Angelis26 settembre 2010

Dopo un periodo tumultuoso, denso di avvenimenti, si riordinano le idee e si ricomincia tutto daccapo su presupposti diversi, dimenticando gli eventi del recente passato Lirica molto piaciuta

Salvatore Ferranti26 settembre 2010

ci sono momenti in cui si ricomincia. è una cosa normale. anzi importante. versi densi di spunti di riflessione. una perla poetica.

Kiaraluna26 settembre 2010

Quanti gli amori finiti lasciati alle spalle, scatole vuote in apparenza che fanno di noi quello che siamo oggi, un po' delusi e un po' caparbi, nel volere a tutti i costi trovare la scatola giusta da riempire. Perché esiste... basta cercare bene. Davvero bella Tif, un caro abbraccio.

Anna Maria Scamarda26 settembre 2010

Danno davvero un senso di leggerezza queste scatole vuote, di cui sentiamo il bisogno se non di rinnegare, perché ogni esperienza deve costituire motivo di crescita umana, ma di disfarcene sì. Perché fossilizzare il nostro pensiero su ciò che ha ormai fatto il suo tempo e il suo corso e non può più dare frutti, ostruirebbe il normale fluire della vita che ha bisogno, invece, di guardare avanti. Bellissimi i versi, in un contenuto condiviso!

P
Pp26 settembre 2010

Originalissima nei versi ben ritmati. Incipit di notevole riflessione, scatole cinesi per tutti... Complimenti a questa autrice che ammiro moltissimo.

Nemesis Marina Perozzi26 settembre 2010

Adagiamole sulle acque tranquille dello stagno, quelle storie... Lasciamole andare alla deriva, sperando che si allontanino sempre di più dal nostro percorso, nella speranza che affondino, per dimenticarle definitivamente, come se non le avessimo mai vissute...

Maria Assunta Mongiardo27 settembre 2010

Riflessione amara e un po' cruda espressa in versi che affascinano con le loro belle immagini e la loro musicalità.

S
Silvia Cingolani27 settembre 2010

anche se quelle emozioni, e quelle storie finite le mettiamo una dentro l'altra, io penso che loro tornano fuori e si mescolano tra loro, creando confusione e dolore dentro di noi... bellissima poesia.

TizianaTius28 settembre 2010

E' una poesia bella a tutto tondo, ma ciò che mi colpisce sono le scatole vuote galleggianti nello stagno... potevano essere messe dentro un fiume o in un lago... lo stagno rappresenta per me qualcosa che rimane fermo e all'occorrenza lo puoi recuperare... bagnato, scalcinato, usurato, deforme, maleodorante ma rimane lì sul fondo in attesa che una lenza distratta, recuperi il relitto... credo che a livello inconscio, noi ripuliamo, senza mai mettere davvero la parola fine a niente... poiché tutto fa parte di noi per sempre, il tutto rimane, relegato in fondo allo stagno... solo lo scheletro ma rimane... una lirica stupenda che segue il filo dei miei pensieri, la conservo.