Come foglia d’autunno
Mimmo Mariano
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Quanto sei strano, autunno,
per ridurre a spogli rami
il lavoro di primavera
e per aver rubato
un’estate.
Ma quanto loro
sei magico
se i tuoi bruni colori
impregnano cuori e aria.
Mi rimane caro il tuo
schiaffeggiar di foglie gialle,
volate in spruzzi di vento
in capriole innaturali.
Mi rimane il tuo sapore
di nebbia e cieli rumorosi,
da guardare dietro i vetri
appannati
di una piovosa serata
spesa a pensare dei versi
da dedicare ad una donna
e che tu hai rubato
alla mia mano ...
come foglia
d’autunno.
©
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Commenti (2)
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Massimo Mangani27 settembre 2010
premetto che quelle sulla natura mi piacciono ma questa è una poesia magica ...una metafora di quello che è stato ed è ora scritta con grande dovizia ...ma fidati forse verrà l'inverno ma poi torna sempre primavera ed allora sorriderai ...la infiocco complimenti per la profondità
Kiaraluna27 settembre 2010
Pienamente daccordo con Massimo. Versi intrisi di fascino e magìa, una lancia spezzata in favore di una stagione che rattrista nonostante la sua intrinseca bellezza, nonostante sia rea di aver rubato anche la mano amata. Veramente molto bella.


