I cani delle stazioni
corde tese
da un palazzo all'altro
la vita passa
sospesa nell'aria
non sanno cos'è
la paura del vuoto
o della felicità
altrui
mogi
una razza a parte
non li ho mai visti
con la testa alzata
nè abbaiare qualcuno
scuri
come i sassi con i quali si confondono
duri spenti
tristi
passano la vita a contare i treni
i cani
delle piccole stazioni
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Commenti (1)
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O
Osvaldo Spizzirri27 settembre 2010
Bellissimo soggetto, in cui, la realtà si confonde in ciò che non si vuole vedere. certo una razza a parte quella razza, vedono solo parallele dei loro binari. non sapendo che sono esse stesse le parallele della loro vita. forse i cani la loro consolazione del buio. bella...!