Rapsodie espagnole - inverno
Guardo chi incrocia il mio sguardo
in modo scontroso.
Immagino in lui un vecchio rugoso
giunto alla morte in ritardo.
Intanto l'odiato telefono tace.
Il desiato trillo vitale,
corifeo del mio star male,
si nega come un boschivo rapace.
La sera incalza assetata
consumo la malaguena raveliana,
troppo nota per parermi strana,
per ritrovar la quiete dimenticata.
Da una nevosa Campiglio
e da una febbre dannata
attendo un segno con ansia forsennata
per ricercare l'antico cipiglio.
Il cervellotico compromesso,
misfatto complesso,
è giunto al termine
disperandomi, corsaro, nel turbine.
E poi il mattino domenicale,
innevato, muto. Aperativoso
appuntamento irriso
da chi non rispetta il rituale.
Il giornale pesa in tasca
con i suoi opacistici messaggi
e scricchiolando, incerti, vanno personaggi
strani ricoperti da velli d'Alaska.
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L'autore
morfeo morganti
Rieccomi fra di voi amici. Dopo una lunga e dolorosa malattia ho ripreso a scrivere e la pagina bianca non mi spaventa più. La sofferenza ed il male oscuro, mi hanno temprato. Sono e vivo a Brescia, per anni ho esercitato la professione di avvocato penalista che, mio malgrado, ho dovuto abbandonare. L’anagrafe non mi a
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