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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
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Spirituali 27 settembre 2010 · lettura 1 min · 6427 letture

Bucando le bufere del gelo

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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E il gelo risucchiava coprendo campi di grano sul cuore e ogni volto, ormai... cosa ero se non mano atrofica a cercar sorrisi? Il tuo viso è stato come sole ad accecar pupille e il sordo mio sentimento che scappa al rumore degli aerei di guerra Non voglio più veder fucili... E dalle tue dita ecco il pane che mi hai donato ecco il bacio che ormai avevo scordato... mia madre sulla mia fronte posava un tempo il suono delle sue labbra. E tu cosa sei? Angelo che vola portando ancora un sogno da proteggere un suono che sappia di melodia non più dimenticata un cuore ancora da tenere tra le mani per non infrangerlo una pulsazione di felicità che non affoghi sul fossile dell'indifferenza Perché mi doni tutto questo? -Perché il petto si sovrasta dal silenzio diviene oro... ogni respiro che non abbia soffocamento da pianto e un altro sorriso riempie il mare non più di tempeste.
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Una delle 3 poesie con cui ho partecipato al Premio Scrivere 2010. Questa poesia era per la categoria ispirata alla frase "Ricco non è colui che possiede, ma colui che dà, colui che è capace di dare" Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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DarioC 8527 settembre 2010

La poesia si apre con la descrizione di un momento difficile: il gelo che copre i campi di grano, ed il cuore che non riesce a dare frutti, non più. E poi di colpo un viso porta luce e tanto caldo... troppo, fino ad accecare; il sentimento è tanto forte da spaventare, come cucciolo al passare degli aerei da guerra: il ricordo è ancora troppo vivo, la paura di dover vedere ancora fucili è ancora presente. Ma piano quell'angelo è riuscito a portare conforto, a dare melodia che copra il silenzio lasciato dal suono delle labbra della madre, ormai lontano. Molto intima, piaciuta.