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Ribellione 28 settembre 2010 · lettura 1 min · 4137 letture

La mia cassandra

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Nell’apollineo sacello giace l’anatema officiato da sacre serpi, inalberato ostensorio colmo del divino sputo, condanna Cassandra all’afono allarmare. Nel suo berciare malefico allontana Morfeo dalle tediate membra e nefasto oracolo raffa discernimento e quiescenza. Come funesta ombra, contigua al tronco, svanisce col sole rinascendo nella luna piena, ostinata vaticinatrice istilla dubbio e sospetto logorando la stanca mente. La violenza di Locride e Aiace nel proditorio stupro, disegna un ignominioso sorriso nelle disamorate volte. Del Cachinno lo sgravio saperla morta per mano d’Egisto. Nessun pentimento per l’indegno gavazzare nell’abbandonarsi lieve fra le braccia d’ipno. Ninnato dal ritrovato sogno, infine s’eclissa il malfido sentire.
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Nei miei primi dieci lustri ho sovente incontrato pretestuosi maghi e supposti iettatori. Ho conosciuto persone che evitavano il 13 e il 17, qualcuno di loro entrava in uno stato d’ansia nel solo vedere un gatto nero o nell’udire un corvo lamentarsi. Da tutto questo ho tratto un’insegnamento, la superstizione porta assolutamente sfortuna. Grazie Angelo L’immagine è un’opera di Solomon Joseph

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (4)

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Pp28 settembre 2010

Mammamia, un vero gioiello questa di oggi, tra sacro e profano, versi si snodano in un linguaggio originale e ricercatissimo. Ottima, complimenti!

Rita Stanzione28 settembre 2010

Estrema eleganza di versi e atmosfera che trascina nel mondo mitologico, con grande trasporto per chi ne è affascinato. Cheapeau!

Annamaria Barone29 settembre 2010

Un peso immane quella della preveggenza, ancor più quella delle sciagure, una maledizione quella di rimanere inascoltata, derisa, allontanata... solitaria e disperata figura che sulle mura della città grida al vento delle sciagure che si abbatteranno sul popolo. Grande pathos nelle tue parole, pietas e trasporto in una poesia che è sublime, meravigliosamente raccontata, emozionante. E' un crescendo di bellezza e perfezione del dire. Complimenti sentitissimi

Angelo Ricotta5 ottobre 2010

L'autore s'immerge nel mito di Cassandra il cui stupro è rappresentato nel quadro allegato. Nonostante la stanchezza il racconto lo prende e non lo fa dormire. L'episodio dello stupro gli provoca emozioni forti e contrastanti al punto che avverte come una liberazione la sua morte. C'è una forte componente sensuale nella descrizione dell'autore, d'altronde Cassandra era ritenuta una delle figlie più belle di Priamo, come anche evidenziato nel dipinto. L'autore prova sensi di colpa per queste sue emozioni e trova infine sollievo nel sopraggiungere del sonno.