L'ultimo demone (2)
You Don’t Know Me
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aveva tra le mani intrecci di stelle
la luna piegata a ponente
nel buio rifletteva il suo volto
ora vivido ora nascosto
l'ultimo demone il ghigno perenne
odore di zolfo sussurri sfiatati
lontano bagliori di fuoco
era un giorno qualunque
il cielo fracassò tra le nubi
squarciando il silenzio
voce di tuono tremò tra le fronde
prima che il vento
divorasse il grido di dolore
l'ultimo demone piangeva la sua sposa
l'urlo accecò la notte
un velo di cenere copriva ogni cosa
oltre l'astro celeste le mani artigliarono
le stelle graffiando il suo viso
un ombra si disperse neglii occhi
l'angelo aveva perduto
quando il suo sangue aveva bevuto
contorse la bocca un'oscenità
dilagò nella notte
il sangue petali di rosa
scure gocce sulla sua anima nera
spilli di dolore acuto...
ti ho perduto... diceva
mentre in ginocchio si piegava
il suolo divenne cera
e nell'inferno della notte oscura
il demone si sciolse nel peccato
niente restò di quest' amore strano
fatto di fuoco e petali di rosa
nulla della sua sposa
se non due ali e il suo profumo nell'aria
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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G
Garrius29 settembre 2010
Interessante personificazione di una delle passioni più soggettive che esistano. Un bel lavoro.
