E sarà finalmente morte
Grazia Longo
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Morte che m'accompagni
dall'alba al tramonto
e m'abbracci insonne,
nella nera notte
mentre dormo,
cieca e sorda,
al tuo incedere lento,
nel sogno invaso
dalla tua musica,
come un rimorso,
come una mosca
che invano scaccio,
e che ritorna fastidiosa,
o un vizio tanto amato,
in un passato non lontano,
che ora detesto.
Avrà i suoi occhi
una parola senza senso
un bacio che mente amore
un sorriso che nasconde
un urlo soffocato
il silenzio del mio sguardo
riflesso nello specchio del mattino
assieme ad un viso perduto.
Verrai e quel giorno saprò
che sei vita fatta di nulla.
Verrai, Morte, e avrai il mio viso
ma uno sguardo diverso.
Cambierà lo spartito e la musica
mi sembrerà un lamento di cielo.
E sarà come smettere di fumare
improvvisamente.
Sarà come vedere riemergere
dall'acqua ferma dell'oblio
il fantasma del suo sorriso.
Come sentire ancora
il sapore della sua saliva
senza averlo mai più baciato
dopo quell'ultima tacita volta.
Dopo il nostro implicito addio.
Silenzioso e irrevocabile.
Come la morte.
E sarà ancora come
rivedere il suo sorriso
su un capitolo chiuso.
Poi scenderò con te
nell'abisso di silenzio.
E sarà finalmente morte.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Daniela Pacelli30 settembre 2010
Una poesia che mi ha coinvolta in ogni verso, letta tutta ad un fiato, presa dalla malinconia e dalla tristezza che ho colto tra le righe. Bellissima
Salvatore Ferranti30 settembre 2010
una poesia che riempie i pensieri... versi che parlano alla mente ed al cuore. la morte... la morte. ma cosa sarà mai? verrà, di questo ne sono sicuro. bei versi.


