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Introspezione 1 ottobre 2010 · lettura 1 min · 2678 letture

Un grido muto

Antonella Modaffari Bartoli 1002 poesie pubblicate
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Ogni dolore è un grido muto, nascosto fra gli anfratti di una storia, Vivrà per sempre dentro l'onda nell'anima di chi non sa sperare. Ogni felicità che si ruba alla vita è una scheggia di cielo fra le nubi uno spazio celeste tra il grigiore il fiume incandescente di passione. Un cammino vestito di piume un percorso vellutato tra le spine profumo di pesco e mandorlo in fiore, una nuova primavera dentro il cuore.
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Per essere felici non ci servono più auto, più telefoni o più vestiti. Ci serve più semplicità, ci serve più amore, ci serve la capacità di andare dentro noi stessi ed esprimere la nostra meravigliosa individualità.

L'autore
Antonella Modaffari Bartoli
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Commenti (6)

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Silvia De Angelis1 ottobre 2010

Quell'armonia interiore, tanto diffiile da raggiungere, eppure così preziosa, nell'arco della vita, imprime grande gioria e serenità ed a un certo punto, diventa una necessità averla... Lirica molto apprezzata

Moreno il Duca1 ottobre 2010

parole sante quelle che hai scritto cara amica l'armonia interiore una meta che dobbiamo raggiungere ad ogni costo per raccogliere quella serenità che fa fiorire la nostra vita complimenti

Raggioluminoso1 ottobre 2010

Gioe e dolori, velluto e spine costellano i sentieri del nostro cuore nel cammino che senza sosta percorriamo. Una lirica dalle immagini splendide e molto significative. Una poesia piaciutissima!

Tiffany 701 ottobre 2010

Una stupenda lirica che mi è entrata nell'anima... letta e riletta... e meditata!

Massimo Mangani1 ottobre 2010

quello che tu dici lo ripeto da oltre vent'anni cioè da quando soprattutto noi abitanti delle nazioni industrializzate drogati da tutto ciò che ci circonda abbiamo perso i valori veri, ma io vado anche oltre, saremmo presto persi se non capiremo di fare non uno ma cento passi indietro, cioè il procedimento inverso degli ultimi secoli passare alla deurbanizzazione e iniziare a produrre singolarmente per vivere come nell'ottocento, dobbiamo iniziare a risporcarci le mani ...

Salvatore Ferranti1 ottobre 2010

una poesia pienamente apprezzata e condivisa. molto bella.