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Introspezione 2 ottobre 2010 · lettura 1 min · 2260 letture

Perduta stella polare

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
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Ritorna la sera distesa e sfiatata sfibrata non emette suoni la terra terse stanno nude colline adagiate - ascoltano - ansima fil di fumo nell'aria nell'intorno un gemito greve groppo - assilla gola agitata in eterno errati posticci curvano spalle sfiancate dal troppo - troppo tardato risveglio - resta solo un sussulto - stanchi occhi persi nel niente nuotano il cielo cercano ora invano iridescente puntino scuri volti solcati da rughe vacui stanno, attendono fine.
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una poesia di previsione21 febbraio 2011
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Massimo Mangani
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Commenti (16)

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Clara Gismondi2 ottobre 2010

Una stella polare che sto inutilmente ancora cercando al di fuori di me. Forse un giorno saprò fermarmi e la troverò. Magica e bellissima!

Mario Bugli2 ottobre 2010

Forse è quell'iridescente puntino, cercato invano dagli occhi persi nel niente, la chiave di questa sofferta introspezione. Il senso di staticità aleggia ovunque nei versi, come un fatale destino, e si concretizza nell'amaro distico finale. La poesia, all'altezza delle capacità descrittive dell'autore, riesce in maniera esemplare a significare un disagio esistenziale... che come è giusto che sia, ogni lettore può immaginare come la sua sensibilità gli detta, e come a me piace, si presta a diverse chiavi di lettura.

Giovanna De Santis2 ottobre 2010

arriva un tempo nella vita che ci si sente come aver perso orizzonti, magnifica poesia condivisa nel contenuto, incantevoli le metafore

Kiaraluna2 ottobre 2010

Un'aria asfittica quella che si respira in questi versi, la staticità del vuoto correre del tempo, sera dopo sera, lo stanco disilluso attendere negli occhi di quella promessa stella polare. Atmosfera ovattata e magica, malinconica raffinatezza apprezzatissime.

Daniela Marculet2 ottobre 2010

Trasmette dolore. Il dolore è l'esperienza umana più profonda, con conseguenze maggiori, anche di più della felicità. Io credo che la filosofia siamo noi, con la nostra esistenza! Apprezzatissima, grazie...

Tiffany 702 ottobre 2010

Mi ci leggo in questa poesia... qualche volta mi sento come in balia di uno smarrimento esistenziale e un riferimento, un punto di appoggio, una stella polare mi ci vorrebbe proprio...

Calogero Pettineo2 ottobre 2010

un disagio che freme dentro mentre tutt'intorno la vita ammicca piano piano nel suo avanzar del tempo sentendone i suoni, le immagini, i profumi. questo ho percepito. molto bella.

Berta Biagini2 ottobre 2010

Una ricerca quest'oggi che lascia con il fiato in sospeso, tanto si sente la sofferenza – spesso quanto ci circonda non aiuta il nostro vivere e tutto sembra farsi più cupo.

Moreno il Duca2 ottobre 2010

poesia molto bella questa caro massimo, questi momenti nella vita ci cadono addosso come macigni, ed in questi momenti non sappiamo dove andare, cosa fare la nostra bussola è come impazzita complimenti

Silvia De Angelis2 ottobre 2010

A volte un senso di smarrimento, posato su intensa inquietudine interiore, sembra farci mancare un punto di riferimento... forse misterioso, ma di cui si sente la necessità... Lirica piaciutissima

Raggioluminoso2 ottobre 2010

Ritorna la sera sulla terra "destabilizzata" - le colline ascoltano il suo pianto e sempre quel "groppo" paralizza i sensi, agitando i canali del pianto. Ciò che rimane è solo il tremore di un singhiozzo, mentre non s'abbandona la ricerca di una nota di speranza, che porti un po' di luce a chi troppo ha già ormai tribolato. Metafore molto significative. Una poesia intensa e profonda. Bellissima lirica, come sempre sa comporre questo poeta.

Antonio Biancolillo3 ottobre 2010

...e arriva sempre quel momento in cui tutto si spegne della luce vissuta e si allungano le ombre fino a svanire di istanti impossibili... vissuti nell'attesa di un qualcosa di nuovo... di una parola... di una frase qualunque... di una luce che si faccia riconoscere nella strada smarrita... sull'orizzonte che non si avvicina mai... Stupenda descrizione di una ricerca esistenziale... Piaciutissima...

Daniela Pacelli3 ottobre 2010

Arriva il momento in cui ci si arresta, mentre i fili della nera spengono il giorno e ci sentiamo come persi, nell'attesa di una nuova alba. Sentita e condivisa, molto bella!

Midesa3 ottobre 2010

massimo questa è bellissima è un cercare intorno a se' e dentro se stessi dentro le sofferenze le certezze per andare avanti... strafiocco

Enrico Baiocchi4 ottobre 2010

E sono questi i momenti in cui scaviamo in profondità, quando tutto ci sembra paralizzato, perduto, quando quelle che erano certezze accumulate si sbriciolano e ci sentiamo smarriti aspettando un faro che illumini la strada buia e irta di ostacoli. Ma quel punto iridescente prima o poi deve arrivare. Triste e amara lirica che esterna un momento forse particolarmente difficile dell'autore. Molto condivisa e coinvolgente.

Rosy Marchettini5 gennaio 2011

Lirica i cui versi scivolano uno ad uno nel cuore del lettore il quale si sofferma a riflettere per riprendere a osservare quanto l'anima dell'autore sia profonda Un punto di riferimento... un appoggio... il dolore che tutto fa tacere, che spenge le luci... il dolore che annienta e nulla ha significato d'essere... stella polare... Applausi, Massimo e a te, Poeta faccio la riverenza