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Amore 5 ottobre 2010 · lettura 3 min · 3234 letture

Ode pagana a Freija

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Sublime e vaga immago femminina tra l'alte nebbie del Baltico antico, donde effimera risplende divina la gran luce del Wallhalla tuo amico, se' Tu, bella Diva d'Amore e beltà, che prediletta e deliziosa prole d'un guerresco Nume ch'amare pur sa splendi etesia e ustoria sìccome il Sole... la Stella misterica della Vita foriera di speme... foriera d'Amor... l'Astro che l'Umanità intiera invita al sommo e supremo amoroso Fattor. Oh Freija, tesoro de' norreni Dei, pia protettrice de' giuri d'Imene, quanta sospinta grazia ispiri a colei che sincera innamora ognor le vene; e quanta profonda e certa dignità irrori degna a colui che sempre ama pur nella terribile e cruda viltà d'una lontananza ch'è infame lama. Io bardo... io cantore perciò t'imploro gridando ai nembi il tuo nome vitale, e cantando il gaudio tuo crine d'oro che un dì è nato e sempre sarà immortale. Tu che i comodi talami proteggi dai malvagi affamati di materia... Tu che i sereni matrimoni reggi dall'alto della festa e della fiera, ascolta orsù la prece amena e onesta del mio cor ch'Amore implora supplice perché possa fugar la sorte mesta d'una terribile vita duplice... d'un vivere che mentre mi dà gloria di dolori infami mi fia complice giacché in siffatta diffamante boria mancami un Amore e dolce e soffice. Bella Freija che nobile innamori l'ustorie aurette della primavera donando agli aulenti e docili fiori l'essenza della tua alma veritiera, quanta pietade mi potresti mostrar se solo ci fosse una damigella che mi possa deliziosamente amar palesandosi e dolce... e buona... e bella!... Quanta grazia potrebbe discendere dalla tua volontà incomparabile, se solo si potesse ora arrendere la mestizia della Vita instabile... sì, di quella Vita ch'è ognor naufragio in un Oceano d'aspre delusioni... in un pelago amaro privo di agio ove s'annidan le maledizioni!... Wallhalla portente!... Prego il tuo fiore al sono della bardica arpa ansiosa perché io possa conoscer quell'Amore che l'esistenza fia maravigliosa; e già orando, misterico mi pasco d'un nobile sembiante femminino in cui amante e innamorato rinasco all'ombra di Freija, Essere divino. Pietade, oh Diva... sì, pietade di me! Nell'Amore spero... Questa è la mia Fè!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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G
Giuseppe Nacchia5 ottobre 2010

Innanzi tutto complimenti per lo stile lineare ma aulico, personalmente ho molto apprezzato. Devo però fare un appunto circa l'opportunità di utilizzare lo stile arcadico per un'ode rivolta ad una divinità nordica; nel caso di specie, sarebbe stato più opportuno rivolgere la levità del componimento a Venere/Afrodite che non alla "tosta" Freja.