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Uomini 6 ottobre 2010 · lettura 1 min · 2297 letture

Ulisse

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Immemore non chiedi di loto ancor satollo Hai occhi che travalicano orizzonti di nebbia mano salda sul timone che arde e la meta è lontana S'arrendon le vele alla bonaccia e la prora ristà Delle sirene il richiamo non òdi che altrove è il tuo desìo: una tela si tesse e si disfa e ogni filo è un richiamo d'amore. Or che l'onda ribolle e la prora solleciti d'Ercole a superar le colonne alto levi il tuo grido "FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI..." E s'inabissa la prua nei gorghi della conoscenza.
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...l'Ulisse d'Omero e quello dantesco, in un mix di rivisitazione: la mia sensazione è che i gorghi ed i flutti che sembrano sommergere l'Ulisse dantesco ed i suoi uomini, altro non rappresentino che la "corrente della conoscenza"!Lungi dal perire nei gorghi, quindi, quel manipolo di uomini che si spinge oltre il "non plus ultra" delle colonne poste da Ercole a far da "alt" all'ardimento umano, altro non rappresentano se non la forza rivitalizzante del "sapere"!

L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (21)

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Aldo Bilato6 ottobre 2010

... e dell'umana coscienza... troppo sentita e condivisa... complimenti... cià*

Raggioluminoso6 ottobre 2010

E dopo quanto letto, il pensiero va a un altro Ulisse - quello di Joyce: flusso di coscienza della normale quotidianità nel viaggio della vita. Molto bella!

Salvatore Ferranti6 ottobre 2010

molto bella questa poesia... sul cammino dell'uomo... siamo stati fatti per pensare e per scoprire... ed è un insegnamento da non dimenticare. mai.

Grazia Longo6 ottobre 2010

Sì, bella sintesi: tutto il viaggio di Ulisse è rappresentato dalla sete di Conoscenza, classicamente le colonne di Ercole, (i monti Abila e Calpe, dello stretto di Gibilterra) nella geografia del mito, erano l'estremo limite del mondo (nec plus ultra) ... ci sono cose senza tempo, questa è una di quelle ... canto condiviso in coro ... grazie per la divulgazione di cultura!

Daniela Pacelli6 ottobre 2010

Bella molto questa poesia che racconta di Ulisse dentro versi con coinvolgono e trasportano. Chiusa incantevole. Complimenti Mario, ogni giorno una perla di saggezza!

In fondo, qualunque sia il nostro modello di riferimento, tutti siamo un po' degli "Ulisse". Alla ricerca della conoscenza, del sapere... Per cibarcene, nell'illusione di un benessere che forse prenderà corpo

Anna Maria Obadon6 ottobre 2010

Ulisse, mitico eroe, forte contro le avversità della vita riuscirà a raggiungere la bramata Itaca. Dal mio punto di vista "le colonne d'Ercole" costituiscono quella parte importante e ignota che accompagna la nostra esistenza. Nessuno di noi conosce veramente ciò che l'aspetta oltre: si combatte per tutta la vita contro grandi pericoli e... poi? Ognuno cerca di darsi una risposta ragionata, in realtà l'ignoto ci respinge e attrae ma non c'è alcuna certezza. Perdonami ma io elaboro sempre a modo mio: la poesia è bellissima.

Moreno il Duca6 ottobre 2010

molto sentita e condivisa caro amico stupenda e dir poco, complimenti

Tiffany 706 ottobre 2010

Più lontano si va e meno si sa... sapere e non sapere: ecco il sublime!

Kiaraluna6 ottobre 2010

Un Ulisse più che mai temerario e assetato di conoscenza, un precursore mitologico ai confini del reale, dove la voglia di sapere sfida e spesso vince sulla paura dell'ignoto. E questo vale anche per le pieghe della nostra anima, quante volte sorpassate senza essere scandagliate per timore di conoscerne le lacune. Un percorso epico- interiore dal verso morbido e attento che affascina e induce a meditare. Complimenti e... inchino.

Enio Orsuni6 ottobre 2010

abbiamo un ulisse della poesia che va sempre in porto non ne sbaglia una di... entrata in porto? no, poesia!

Vivì6 ottobre 2010

Molto bella. Un Ulisse che non sente il canto delle Sirene perché il suo pensiero corre alla sua Penelope. Una lirica che appassiona e stuzzica l'interesse del lettore piena di d'immagini suggestive ed originali. Molto apprezzata.

Silvia De Angelis6 ottobre 2010

La curiosità ed il desiderio di conoscenza portano avanti le nostre esitenze in un cammino difficile, ma che infine porta a considerevoli risultati... Lirica molto apprezzata

TizianaTius6 ottobre 2010

Un lavoro da gran maestro che non ha bisogmo di commenti...è tutto lì dentro le parole che si susseguono in ritmo audace... mi sento Ulisse e navigo... questa è l'apoteosi del sentire poetico, complimenti!

P
Platone6 ottobre 2010

Grande espressione poetica, sull'onda del pensiero dantesco.

Calogero Pettineo6 ottobre 2010

nota molto esplicitativa per dei versi dalla piacevole lettura. siamo tutti "Ulisse" in questo tempo dove l'uomo ha perso conoscenza della bellezza che ci circonda. apprezzata.

D
Dany Blasi6 ottobre 2010

Meravigliosa! Esseri destinati alla coscienza e alla conoscenza e non a viver come bruti... alla elevazione verso cieli di sapienza e amore!

Danielinagranata6 ottobre 2010

Molto suggestiva e ben rivisitata scritta in modo impeccabile piaciuta ed apprezzata

Un altro viaggio all'insegna della conoscenza e della scoperta. Un altro viaggio nell'interiorità dell'uomo che non potrà fermarsi ma dovrà continuare ad andare avanti, pur superando le colonne e sconfiggendo i mostri, nascosti nella profondità della psiche umana.

m
maria giammarresi8 ottobre 2010

Versi sublimi, come sempre sa regalarci questo poeta, ed in più un incitamento a superare tutte le difficoltà, che il sapere e la conoscenza, incontrano nel loro cammino umano! Ma alto è il nostro essere, ed al richiamo, rispondiamo. Così mi è piaciuta leggerla.

Daniela Ferraro8 ottobre 2010

In Ulisse il desiderio di conoscenza fu, ad un certo punto, più forte dell'amore verso la sua Penelope in quanto, come riporta Dante nel " Folle volo" dell'Inferno, non esitò, dopo il ritorno nella sua Itaca, a riprendere il mare con i vecchi compagni d'avventura oltrepassando le colonne D'Ercole e arrivando, persino, a scorgere in lontananza la collinetta del Purgatorio. Ma, nel Medioevo, lo spingere lo sguardo della mente oltre il concesso era colpa e Ulisse viene inghiottito da un vortice d'acqua assieme ai suoi compagni lasciando, però, in eredità ai posteri le sue parole" Nati non foste a viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza". Un messaggio immortale! Fantastica la tua ricostruzione poetica.