Disamami
Marco Veronesi
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Amami.
In quella mattina limpida
affogavo al bar i miei progetti in un te caldo, e per caso
mi hai visto e a tutti i costi mi hai voluto.
Comperasti la mia carne con la tua
e questa purtroppo fu la chiave: mi è piaciuto!
In quel pomeriggio piovoso
mi portasti via dai miei affetti, li dovetti abbandonare
e fummo carne da macello per mesi, in quell'alcova
e per tutte quelle notti infuocate
mi convincesti che più di te non potevo avere.
Ma ora, solo cenere rimane da quelle braci che furono fiamme
Ora che ho la consapevolezza di non fare più ritorno
abbiamo solo giorni di nuvole, e fredde sere.
E tutte le notti ripenso ai tempi del sole,
a quando avevo il mondo e tutte le stagioni, ogni giorno
col mio splendente amore di prima!
Ora dentro di me solo temporali e tramontana
mentre tu continui ad amare stoicamente
questo inerme fantoccio, senza un briciolo di autostima.
Ti prego, disamami.
©
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L'autore
Marco Veronesi
Sono un Albatro, volo per mari ed isole e migro per steppe e catene montuose.. Sono ammalato, di un congenito amore per la vita, di una malattia che si chiama "sogno cronico ad occhi aperti", di una sana mania per le donne, di una sensazione di simbiosi con alcuni aspetti della natura. Volo tutte le volte che
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