Occhi di Giada
Rita Fausto
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Giada era una bambina
molto sveglia e curiosa
Tutto la interessava
Ogni cosa
La colpiva profondamente
Riusciva a vedere una novità
anche il piccolo
e insignificante segno
lasciato dal vento
sulla sabbia
Un giorno le si spezzò il cuore
vedendo esanime
quell'uccelletto
che l'aspettava sempre
all'ombra del salice
del suo giardino
Non che parlassero
o giocassero
Erano lì puntuali entrambi
alle due di ogni pomeriggio
e stavano lì immobili
forse a gustarsi il fresco
In quella tristezza Giada pensò
che doveva pur esserci
un che di meraviglioso
e inperscrutabile
in quello che era accaduto
Giada crebbe
e diventò signorina
innamorata della vita
più che mai
Passarono le stagioni, gli anni
vissuti come solo lei sapeva
Nel suo grembo
fiorirono due amori
Ci furono momenti bui
ma li superò
dicendosi sempre
Andare avanti
Andare avanti
Un giorno di primavera
una nuvola la prese con sè
S'allontanò nell'azzurro
sussurando nei cuori
di chi sapeva ascoltarla:
Non piangete
io vado a vivere
Sorridete
Siamo granelli di sabbia
accarezzati dal vento
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L'autore
Rita Fausto
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