A un lontano Oceano d'Amore
Massimiliano Zaino
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Pell'odorata brezza mattutina
d'un lontano Oceano dal ciel commosso
vaga sen gìa l'immago femminina
che sìccome chimera mi sta addosso,
e va ispirandomi spemi assai grate
che volgonsi ai costanti sentimenti
laddove il mio cor - cor di sommo Vate -
anco spera d'Amor gli ardori ardenti,
e le gaudie parole de' diletti,
e de' baci le labbra palpitanti
che vincon i sorrisi e i dolci detti
di coloro che sono accesi amanti...
de' cari uomini ch'empiono le vene
d'amorose posse vaghe e serene.
Bella allora ti rimiro, o delizia,
mentre cavalchi gli zefiri soavi
scagliando aguzzi dardi alla mestizia
che in me prudente e desta già notavi
allorquando tra il bel sogno e la veglia
vidi a me diretto un dolce sorriso
che cotanto discorse all'alma sveglia
sul tuo aulente core, sul tuo bel viso.
Ahi quant'è gaudia tal apparizione
dianzi al mio ciglio lagrimante e incerto
che struggesi per una dannazione...
sì, per un duro penar che non merto
e che a stento più... mai più sopporto
all'ombra d'un Sol che per me sta morto!
Oh maraviglia!... Leggiadra statura,
santo corpo sì esile e delicato
d'una rosa fulva per sua Natura...
d'un nascituro fiore profumato!
Bruno è poi il crine mosso dalla beltà...
dalla purezza che parla sincera
da quel chiaro ciglio colmo d'onestà
e dalla guancia porporina e vera!
Siffatta Diva ammiro esterrefatto
sentendo folleggiar i balzi del cor
che già furenti conquidono il tatto
delle attonite vene colme d'Amor,
e delle labbra che desian baciare
colei che oramai le sembra chiamare.
Tutto sorride. Tutto è dolce armonia.
La pia brezza del lido canadese
una delicata e lenta sinfonia
all'udito etesia mi fia palese.
Odonsi violini dolci e leggeri
che rimembrano la sua casta voce...
Sentonsi flauti di gaudi forieri
che cantano il suo viso che già còce.
Sòna la campana ch'invita a nozze!
Tu, bella istraniera... tu mia consorte:
vincerem le crudeltà oscure e rozze
di questa avversa e fatidica sorte
che al di là de' bei sogni ci separa
sìccome dell'Oceano l'acqua amara.
Addio, Amore!... Vien la maledizione
a membrar al mio sognar impavido
la vanità d'ogni accesa passione
che celere m'abbandona pallido.
Addio, mia brezza pura e salutare!...
Le tue acque già lasciano la mia terra
donde un'eco s'alza per ogni mare:
l'eco del grido che il cor invan serra
soffocando allor le vene languenti
che muoiono nella solitaria vita
d'un poeta privo di giorni stridenti.
Addio, oh femminea immago sopita!
Ah! Naufragar nell'acque dell'Amore:
insostenibile... crudel dolore!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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