Dietro il cielo
Giorgia Spurio
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Son lucciole senza passato
né luce
ad avvolgere di canti dimenticati
il corpo dei bimbi
e i petti lacerati
e i sogni degli spettri
che vogliono ancora un bacio
per fondersi con il cielo
ad abbracciare i figli
concepiti tra le ore della notte e delle albe.
I miagolii hanno fuoco
che colora gli abissi delle nuvole
e il pittore all'angolo della strada
rapisce i miei riccioli
per la cattedrale sulla tempera della tela
e un sorriso che presto cancellerà
insieme al mio volto
Una foto nera di luci d'arancio
da segregare nel seno delle perdenti
tra le sconfitte e i finti trofei
È solo un altro tramonto
da esaminare, sorreggere, tenere sulle spalle,
autopsia di sensazioni
da portare a letto
e da denudare la sua ombra
per abbeverarsi del suo latte
Per avere ancora il sapore di una madre
senza saluti né addii
e ritrovarsi in culla
tra le allegorie di un'idea
nell'inconscio di una felicità.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Hermetic Lunacy10 ottobre 2010
Molte belle le due ultime strofe come la chiusa che suggella il tutto Solo un'altro crepuscolo da sezionare nell'autopsia di sensopercezioni, da sfogliare nell'intimità di un'alcova, da spogliare del suo lato oscuro, per poter suggere la sua rubiconda linfa

