Cupio Dissolvi

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).
Commenti (20)
Condivido in pieno la chiusa "UMANITA' SUICIDA CHE CORRE INCONTRO AL CAOS". Credo che il progresso sia buona parte di questo caos. Anche oggi bollino rosso al telegiornale, fatti di cronaca, fatti sociali che ci rimbombano tutti i giorni denunciando fatti inverosimili che fanno rabbrividire. cosa stà succedendo? forse abbiamo troppo e si vuole sempre di più anche solo per un attimo di notorietà? L'uomo delira! Poesia molto bella fa riflettere molto!
Molti sono gli argomenti trattati in questi versi stupendi. Le guerre sono sempre esistite - come l'adorazione del dio denaro, anche se oggi forse lo si venera in modo maggiore. La società dell'apparire sta schiacciando quella dell'essere. Solo dagli anni '70 si è incominciato a parlare di sviluppo sostenibile - ma lungo qui sarebbe il mio dire, al fine non vi è vera volontà di attuare nulla. Molto di quanto predicato è solo ciniscmo populista e sciacallaggio politico. E in riferimento alle pale eoliche - non vi è solo un business, per non parlare delle leggi di marketing che sono di tipologia xenofoba. Molto ci sarebbe da dire a riguardo, ma lo spazio non lo consente. Poesia molto apprezzata, grande spunto di riflessione. Complimenti
Sono sempre più sgomenta, osservando questo mondo che sembra così affascinante, con le sue conquiste tecnologiche, al servizio di una maggiore aspettativa di vita... Ma di quale vita stiamo parlando se il rovescio della medaglia pesa molto di più del suo diritto? Quando i miei scolari di sei anni mi guardano fiduciosi, come se fossi il nuovo Messia che racconterà loro la buia novella, provo un'indicibile vergogna, perché mento sapendo di mentire, perché tra i complici di coloro che hanno avvelenato il mondo ci sono anch'io, perché non so davvero che mondo consegnerò loro quando saranno grandi.
"Mala tempora currunt".In nome del progresso ma forse più del tornaconto e profitto personale si compiono quotidianamente crimini contro l'ambiente e di conseguenza contro l'umanità. Ciò che mi sgomenta in modo irrimediabile e il non rispetto del prossimo la non considerazione dell'essere umano nella sua splendida unicità. Mi tornano alla mente le parole di mio padre, ecologista ante litteram, rispettoso di tutti e di tutto. Conservo ancora i suoi insegnamenti come gioielli ma ho la netta sensazione di essere ogni giorno più sola, in mezzo al deserto. Che tristezza!
sono molti di argomenti trattati e un ripetersi di storia, ripetitiva nel tempo. Quand'è il momento di dire basta? "Ancora uno sguardo, ancora uno, al momento giusto, ed è la fine."
Quello che si chiama progresso, per il suo raggiungimento, inevitabilmente miete delle vittime, ma al di là di questo, non si sono mai intraprese le giuste vie per ottenere i risultati voluti e spesso innocenti pagano inutilmente con il dono più grande: la vita... Lirica molto apprezzata
Penso che stiamo semplicemente vivendo nel periodo della decadenza e oscurantismo... cicli storici... corsi e ricorsi... riconoscere è importante per riscattarsi ed andare verso una nuova terra promessa... come nei miei versi di stamane io spero... Riflessione in versi di grande rilevanza sociale e umana!
In nome del progresso stiamo sacrificando un mondo che arriverà in condizioni disastrose ai nostri nipoti, se mai arriveremo a vederli. Con tutto il veleno che respiriamo, con tutte le cose insane che ci fanno mangiare, non so se davvero le aspettative di vita rimarranno come dicono o siamo destinati tutti a fare una fine precoce. Spero di non essere stata troppo drammatica, ma le notizie che giungono da varie parti del mondo, non fanno ben sperare. Grazie al poeta per questa lirica riflessiva e molto bella.
Anche se ci credo poco che un domani qualcosa possa cambiare – non voglio perdere la speranza che questo accada e si può immaginare per chi – purtroppo chiediamo sempre di più, non siamo mai contenti – e così mi sembra logico che si debba attingere a qualcosa che può portare a quello che ormai da tempo viviamo. Sentitissima.
c'è davvero da rimpianger la caverna amico mio purtroppo come tutto evolve anche la stupidità umana segue lo stesso corso. in fondo cmq si deve morire l'uomo sembra abbia scelto la via più bereve- si dovrebbe riflettere su questo ma l'uomo sembra abbia chiuso i rubinetti del pensiero. bravo poeta
...una lettura che lascia traccia, per la drammatica verità di cui è intessuto il testo e per la sapiente maestria del Poeta... m'inchino... e fiocco!
Un invito alla riflessione che non può e non deve passare inosservato. Un rosario di negligenze che sfociano in colpa, aggiunto all'arroganza di spremere il suolo natìo come un limone pretendendo di non pagarne le conseguenze... e poi l'iinnata prevaricazione e smania di potere... Una lirica che riassume la decadenza umana e la chiusa, da sola,è la sintesi del futuro che ci attende, inevitabilmente. Attento il pensiero, magistrale ed incisiva la stesura, sensibile e amara come sempre lo è la tua penna.
Credo che sarò molto breve, per me, o si il progresso può portare innovazione, ma sinceramente la società sta tralasciando sia i veri significati di vita, sia calpesta in nome di questo progresso la sulute e l'importanza stessa della vita. Comunque a parte il fatto che l'uomo ormai si sta perdendo da solo nei meandri di una caverna che però non ha materiale di consumo, ma è un buco nero interno a se stesso. Forse sbaglio Mario, sono troppo stanca, ma non sono stanca per dire che sei un grande poeta!
L'uomo nasce in natura gioioso, giocondo, felice, buono, affettuoso, poi cresce e altri uomini lo depravano e lo rendono miserabile: questa è la Società...e solo l'uomo è padrone del proprio destino. Altissima riflessione sociale... piaciuta!
Versi d'impatto, da scossa, cammina nella sua irrefrenabile corsa il progresso catapultando mente ed anima nel regresso il potere il possedere che sovrasta sempre più, ed a pagare è sempre la gente onesta, uomini in miniere che il solo pensare lì al buio da tempo per mancata vigilanza e tutela è da brividi, guerra sangue sparso sul mondo di continuo, il nostro paese si tinge di missioni di pace tornano i nostri giovani figli morti, morti bianche, le acciaierie di Taranto (mio padre per anni ha lavorato) l'aria i polmoni si tingono di rosso, ed anche l'olimpo guarderà costernato questo suicidio dell'uomo, che per sete di denaro dimentica Dio ed ogni virtù
Me l'ho chiedo sempre anch'io... quando si pensava al 2000, nella mente di molti si creavano immagini, che sono migliaia di anni luce dalla realtà odierna, e siamo nel 2010! Molto bella e fortemente vera questa poesia, condivisa dalla prima lettera all'ultima...
Un destino nefasto un dì ricoprì la terra con un velo nero e da quel giorno l'umanità non seppe far ritorno. Triste verità così ben descritta in versi che raggelano sebbene ne siamo tutti coscienti, poiché nessuno di fatto riesce a manovrare a ritroso. Lirica sublime, complimenti la conservo.
Sulla nota rispondo con le citazioni, che lo spazio mi consente " Oh, l'amore è più grande che la guerra, svegliatevi fratelli, l'amore non è una bugia, vivete, come la terra, come il sole, distendetevi nella bellezza, siate, come le oneste, piene, nobili. Forti vite furono, odiate irrise disprezzate, affogate nella fogna della povertà, e nella fogna dello Stato, come Cristo, fu, perché Egli credeva nella vita, credeva nell'amore – e nella morte, nella guerra, nella fame, non credeva – e chiunque parli d'una guerra cristiana, o della guerra come salvatrice di qualunque cosa, quest' uomo è un bugiardo, è un assassino" (K. Patchen). Un quadro di Guttuso porta la scritta "Grigia è ogni teoria, ma l'albero della vita è verde". Se anche solo un uomo crede in ciò, c'è speranza.
Una domanda che mi pongo spesso di questo passo andremo sempre peggio molto condivisa un sentire forte una grande riflessione che fà meditare
leggendo la poesia di questo autore mi balena alla mente un racconto di Lucarelli, il lupo mannaro e un mare di riflessioni sulla malvagità nascosta, sotto la sottoveste della comunità odierna e passata che, per il divulgamento delle notizie, o per una macchia che si espande senza controllo, sembra ormai non avr più freno alcuno. strepitosa e tanto forte questa lirica che l'autore con la sua lucudità di pensiero ci regala... piaciutissima un caro abbraccio
















