Delirio

Così
come se t'avessero
già strappato via da me
carne della mia carne
lancinante
il dolore che l'anima ferisce.
E oscuri presagi
alla mente s'affacciano
e ghigni beffardi
eccheggiano
non sopporto il silenzio
e urlo
ad allontanare lo strazio.
Chi non sa ancora parla
e lasciva lingua
sbava la bocca
e mani ad uncino t'afferrano
mostri dalle fauci spalancate
son pronti a divorarti.
Se questo è un incubo
voglio tosto svegliarmi
guardarmi intorno
e ancora vederti
e la voce tua riudire.
Sogno o realtà
nel dolore si confondono
sprazzi di luce
schiaffeggiano le ombre
ed ecco piano piano
ora si diradano
e riappari tu
vivo.
©
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L'autore
Marisol58
Commenti (1)
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Berta Biagini16 ottobre 2010
Se questi versi non fossero stati messi in fantasia – grande sarebbe stato l'impatto nel leggere – meglio così, perché quello che si nasconde è talmente potente, direi quasi impossibile, per riuscire a vivere ancora in tranquillità.

