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Sociale 13 ottobre 2010 · lettura 1 min · 4591 letture

Scalzo nell'intimità d'una nazione

Raggioluminoso 239 poesie pubblicate
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Identità persa nella fitta nebbia pensiero privo di nutrimento senza alcun sostentamento, muore spaesata vaga l'anima denudata. Passi di polvere nel deserto dei fiori cristalli in frantumi per l'assenza d'un Paese a cui più non appartieni nessuna rigenerazione d'emozione. Disorientato lungo il cammino di cui s'è persa la fragile traccia straniero senza terra e senza suole scalzo nell'intimità di una nazione.
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Un pensieo per chi ha dovuto lasciare il proprio luogo d'origine e per chi si sente senza terra!

L'autore
Raggioluminoso
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Commenti (26)

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L
Loreta Salvatore13 ottobre 2010

Una riflessione di profonda solidarietà per le persone che hanno lasciato la terra d'origine per migrare in terre straniere. Un dramma che ci ha visti protagonisti nella storia ed ora ci interroga sull'accoglienza ed il problema inerculturale. Come sempre un pensiero forte, non banale e di forte impatto.

Rossella Gallucci13 ottobre 2010

Pensiero molto sentito e condiviso. Poesia he denota una grande sensibilità. Mi piace molto la scelta di alcune coppie di vocaboli, "l'anima denudata" che vaga ed è anche "spaesata". Poi anche "straniero... senza suole" con la chiusa che rende ancora di più la miseria, il dolore, lo spaesamento di questo "straniero" che entra a piedi nudi nell'intimità di una nazione. Ed è anche la scelta di questa parola, "intimità" a rendere perfettamente questa sensazione di estraneità

a
astronauta13 ottobre 2010

ci sono molti immigrati che pur vivendo sognano un giorno di ritornare nella loro terra apprezzata piaciuta

Aldo Bilato13 ottobre 2010

per la lirica mi levo tanto di cappello... sia per i versi... che per il trasmettere... per l'immagine questa volta m'appello alla convenzione di Ginevra... e mi avvalgo della facoltà di non rispondere... ma dai!...

Ela Gentile13 ottobre 2010

Riflessione e solidarietà per gli immigrati che sono costretti a recarsi lontani dalla loro patria in terra straniera. Con la tua sensibilità e con uno stile pregiato, tuo personale, ne hai parlato in questi versi piaciutissimi che io ho apprezzato.

m
marcello plavier13 ottobre 2010

Pensieri vaganti nel deserto della comprensione verso chi soffre di assenza d'identità, riflessioni molto sentite nella drammacità di un mondo che vive per il dio denaro dimenticando le sofferenze dei senza terra. Scrivi sempre con molta incisività e le tue liriche sono sempre forti mai banali, sai toccare le corde di chi legge con garbo e talvolta ironia, ma sempre nel gusto e con la forza del tuo sentire. Molto molto bella e intensa qesta poesia, brava.

Angela13 ottobre 2010

Tanta generosa partecipazione in questi versi che vogliono consolare la solitudine di chi mai riuscirà a scalfire questa solitudine nel suo cuore perché e quasi impossibile colmare il vuoto della non appartenenza. Grandissima poesia che ci dimostra ancora una volta la profonda sensibilità dell'autrice

C

è un fenomeno in espansione dover lasciare il paese natio, per mancanza di lavoro, anomala situazione nel nostro paese, terra d'approdo e di accoglienza, per gli stranieri, ma moltissimi giovani italiani sono costretti a lasciare il paese per lo stesso motivo che spinge gli altri a venire, bellissimi sensibili versi.

Lina Sirianni13 ottobre 2010

Abbiamo bisogno di appartenere ad un luogo, quando si è costretti a lasciare la propria terra si lascia un pezzo d'anima con lei... Versi che sono una sensibile riflessione che apprezzo

Vivì13 ottobre 2010

Una dedica molto delicata per chi ha abbandonato la terra d'origine ed ha lasciato tutto anche i propri cari per cercare una vita migliore per sé e i propri cari. Una poesia davvero intensa che coinvolge ed emoziona. Apprezzatissima.

Tiffany 7013 ottobre 2010

Fratelli del mio bisnonno emigrati negli Stati Uniti: disagi, sofferenze, privazioni per una generazione... ora dopo decenni il gruppo familiare è titolare di una avviatissima azienda alimentare tra le più importanti, ma il legame con la patria di origine è fortissimo anche dopo tre generazioni... ora nella loro industria cercano di assumere solamente nuovi immigrati per dare loro la stessa possibilità di crescita e integrazione...

Enio Orsuni13 ottobre 2010

pur condividendo la pena di questa povera gente e premetto che nei loro panni anch'io cercherei un mondo migliore dove vivere, debbo constatare la nostra realtà che grazie alla legge martelli ha ridotto l'italia a brandelli. hanno sicuramente diritto alla vita ma ormai -non per loro colpa almeno per i più- la disoccupazione, la delinquenza che hanno portato ci spinge ad emigrare noi verso un mondo migliore. ormai in italia sono più stranieri che italiani e la situazione va peggiorando di giorno in giorno. io non sono credente ma per chi crede, nel vangelo è scritto: prima i tuoi e gli altri se puoi. cmq mi inchino alla poe per forma e pensiero.

Io mi sono sentita così quando all'età di 10 anni mi sono trasferita con i miei genitori in brasile per 4 anni... Stupenda è stata poi l'esperienza, ma le difficoltà che si incontrano all'inizio, anche se si è bambini, lasciano quell'amaro in bocca. Spesso fanno si che gruppetti allontanino quella persona... Beh malagrado qui ora ci siano molte persone di altre nazioni, che possono creare "disagi", la tua poesia rivela un grande animo ed è stupenda Flo grazie!

Giovanna De Santis13 ottobre 2010

l 'anima nuda spaesata di chi lascia la sua terra per la ricerca di un mondo migliore, che se anche darà ospitalità non sentirà mai suo, figuriamoci quando anche non accolti, un pensiero di amore per gli emigranti e gli immigrati versi elevati, per la poesia di elevata sensibilità, complimenti Raggio alla tua bravura, poesia che rimane

Kiaraluna13 ottobre 2010

Credo sia inimmaginabile il caos che deve abitare nell'animo di chi viene esiliato dalla propria terra per necessità, e si trova straniero in terra altrui, indesiderato. A volte è vero che non sanno integrarsi ma lo è altrettanto che sempre di meno gliene viene data la possibilità.Molto sentita Flox, un abbraccio.

Barbara Golini13 ottobre 2010

mi sento un po' coinvolta da questa tua poesia perché un po' apolide un po' nostalgica d'un paese che nonostante tutto m'appartiene e di cui sento fortemente la nostalgia... essere stranieri non è mai facile, nemmeno quando si è "integrati" essere stranieri significa vivere in un eterno limbo e nons entirsi mai a casa... grazie!

Moreno il Duca13 ottobre 2010

poeia molto bella un pensiero delicato per chi ha abbandonato la sua terra che non gli permetteva di vivere una vita degna di essere chiamata vita complimenti raggetto

Giovanni Monopoli13 ottobre 2010

una doverosa riflessione postata con sempre la solita cura da parte dell'autrice che sviscera problematiche con profonda sensibilità..., ottima poesia

Berta Biagini13 ottobre 2010

Ho conosciuto persone che per lavoro hanno dovuto abbandonare la nostra terra da giovanissimi - le loro parole, le loro sensazioni ancora risuonano nelle mie orecchie – bisognerebbe provare per capire veramente quella sofferenza. Sentitissima.

Gerardo Novi13 ottobre 2010

Poesia di grande impatto... famiglie intere che lasciano la propia terra per cercare una vita migliore a volte trovano disagi, non voluti dagli stati che li ospitano ma dalle circostanze create dai loro connazionali... solidale per chi cambia per una vita migliore, molto meno (assolutamente no) per gli altri. Lirica che apprezzo molto per contenuto e per forma, sempre brava, grazie

Silvia De Angelis13 ottobre 2010

Versi particolarmente sentiti, dedicati a tutti coloro, costretti, per vari motivi a lasciare il loro paese d'origine, cercando di ambientarsi in nazione straniere... Lirica molto piaciuta

P
Pp13 ottobre 2010

Molto sentita e condivisa, argomento bruciante, nella foto e nei versi tutta la sofferenza dell'anima e del corpo di chi è lontano dalla sua casa... Ottima sotto il profilo stilistico. L'autrice d'una sensibilità fuori del comune. Fiocco.

Calogero Pettineo13 ottobre 2010

purtroppo è la realtà di tante persone, molte se ne fanno una ragione altri convivono con il dolore nel cuore. tristamente condivisa.

Lucia Volpi13 ottobre 2010

Riflessione intensa sempre attenta ai problemi, un abbraccio brava poetessa

...stranieri di noi stessi a volte, di non poter riconoscere come nostro, il Paese in cui si cerca, disperatamente, un'identità e un'emozione . Stranieri ...tra stranieri .Sempre molto riflessiva e poetica Raggio .

Danielinagranata13 ottobre 2010

è triste e doloroso lasciare il proprio paese di origine molto vera questa tua una profonda riflessione che fà meditare