Mancanza
Sapessi
quanto mi manca
il prato di grano
che ti spettinavo.
Sapessi
quanto mi manca
il lacerante momento
di salutarci.
Ascolto la nostra musica
mentre rifletto
sul perché non è possibile
avere
ciò che è
vitale quando occorre.
Il verde inquieto dei tuoi occhi
si manifesta
strano
quando meno me ne accorgo,
e divento vecchio.
Ti bevo nella bottiglia
che mi sorride,
ti mangio toccandoti
e vivo.
Governi i miei desideri nel nulla,
vorrei raccontarti una fiaba,
leccare le tue ferite,
parlarti e farti mia.
So che ti vorrei
impossibile fantasma,
desiderio oggettivo
presenza eterna.
©
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L'autore
morfeo morganti
Rieccomi fra di voi amici. Dopo una lunga e dolorosa malattia ho ripreso a scrivere e la pagina bianca non mi spaventa più. La sofferenza ed il male oscuro, mi hanno temprato. Sono e vivo a Brescia, per anni ho esercitato la professione di avvocato penalista che, mio malgrado, ho dovuto abbandonare. L’anagrafe non mi a
Commenti (1)
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mario calzolaro13 ottobre 2010
bellissima e suggestiva questa poesia d'amore... non banale ed incisiva. Complimenti
