Ottobre

Fievole e stanco,
dei caldi giorni andati
sulla volta scorre,
privo di calore.
Ultima ribellione
per rifiutar declino
di baglior s'adorna
incanto di natura,
prima di sostare silente
in tempi d'abbandono.
Rade tra i rami scendono
colorate foglie
stanche di vita vanno
in brumosi dì
a poggiar l'affanno.
Di raccolte è il tempo
riordinare i giorni
e recepire il tempo,
del seminato fatto
e raccolti accumulati
or null’altro resta
che aspettar l'inverno.
Tempo sì sospeso
privo di vita sta
e meditar ci pone
il senso del declino.
Inarrestabile sequela
in balia di giorni
lento finisce il ciclo
e i ricordi affonda
in grigi color morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Asociale
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
alessio carlini14 ottobre 2010
spesso questo autore, ci porta a spasso tra le bellezze della natura, offrendo ottimi spunti, immagini e notevoli riflessioni... piaciutissima un abbraccio
C
Citarei Loretta Margherita14 ottobre 2010
bellissima descrizione del mese ottobrino, che dona ultimi frutti prima del riposo invernale, molto apprezzata
Tiffany 7014 ottobre 2010
Melanconia... ma la bellezza della natura si esprime anche con colori più tenui... e il ciclo continua... il cuore non svanirà mai. Piaciuta moltissimo!
Calogero Pettineo14 ottobre 2010
vi è tutta la malinconia del tempo che passa in questi seppur tristi, ma, delicati versi. una metafora convincente, apprezzata.



