La panchina
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (5)
non posso nemmeno invecchiare da me hanno tolto tutte le panchine la tua bellissima quasi mi spinge a trasferirmi da te, dovo ci sono ancora. sempre che silvio don decida di toglierle anche lì. ci avrò capito poco però ci metto un fiocco
sarà al solito posto la panchina... quando anche stancamente ci affrancheremo su essa, dopo anni e anni di duro lavoro... scopriremo che, lì è il sol posto a noi riservato! là su quella panchina del parco, quella più nascosta ad occhi della società. in molti sai, vivono su di essa! e su di lei si ritrovano... a contar giorni di decadente noia, dove tutto è incolore se manca uno sguardo... una parola. mentre scorre la vita accanto, le grida gioiose dei bambini e il vociare di ragazzi! invece loro, "come rami secchi" inseguono ancora un sogno! " cosa fai da solo nonno?" Poesia struggente, ma veritiera! che fa comprendere appieno quel ch'è una realtà. molto, molto apprezzata.
Che dire! Un piccolo grande quadro che non vorremmo mai vivere né vedere – eppure, è la vita che va avanti, attaccandoci ugualmente a quel lieve filo di speranza che non ci vuole abbandonare – l'autrice ha voluto mettere in risalto quello che un domani ci attenderà, affinché si sia pronti anche a quest'ultimo passo. L'unica nota gioiosa, il vedere quei piccoli che con gioia affrontano la vita ancora tutta da scoprire. Riflessioni d'un tempo quando accompagnavo i miei piccoli ai giardini. Sentitissima.
La poesia, come tuo solito, è ben curata e con quella vena malinconica che la rende molto bella. Non sempre è così come descrivi, a volte, anche se il tempo, quello più bello è solo un ricordo, ci si può sentire comunque felici, sereni nel proprio vissuto. Forse quello che scrivi è condizionato da un tuo momento difficile, da u'anima accecata dal dolore e che come colore distingue solo il grigio...è così sempre e per tutti. La vita è strana e comunque ci è obbligati ad andare avanti, quando meno lo aspetti qualcosa cambia ...forse non "rivedrai più l'arcobaleno" ma i tuoi occhi almeno godranno dei colori primari .
docemente colma di amarezza, una realtà gli anziani, la loro solitudine. bellissima poesia



