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Riflessioni 16 ottobre 2010 · lettura 2 min · 3572 letture

Scoscende or la strada che in cima portava

Angelo Michele Cozza 240 poesie pubblicate
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Scoscende or la strada che in cima portava di movimento rigenerazione trapasso a libertà ci si andava illudendo inerpicandosi per la vita poi da un eliso irraggiunto indolenti si ridiscende animali infelici ottusi di umano e di amore. Inciso il nastro di una declamazione d'essere in un silenzio immanente sfiocca ogni intima voce buffo tutto precipita, si disgrega, torna l'ignominia devasta il male l'animo e ci si rispecchia pidocchi. Finti svincolati si voleva violare un logos arroganti affermare un libero arbitrio, al brado sopravvivere senza scrupoli, egoisti derubare e mettere a tacere i disappunti della coscienza sul peggio possibile che si sceglie e si commette. L'abiezione perpetua soprusi sul bene angosciati ci riporta ad essere quel che siamo e che volevamo sconfermare: egoiste bestie! Avida e sconfinata la bramosia meretrice non riesce né può mai saziare davvero il cuore. L'istinto, indomabile e incoercibile selvaggio, congenito e immutabile, conosce solo il prendere e predare e ignora o omette il dare e il donare: alla fine mai niente nulla e nessuno si contrappone a sé stessi con successo da millenni è sancito così per ogni specie. Si, possiamo saltare, tentare un volo simulare decolli o evolute ideali ma pigmei a terra sempre tonferemo: essere eccezionali è solo una moda e ogni moda dopo la sfilata dura tutto a più appena una stagione.
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L'autore
Angelo Michele Cozza

Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad

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Commenti (2)

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Aldo Bilato16 ottobre 2010

un testo aulico... molto ben elaborato! l'incipit di alta levatura... riassume il dire sottostante... che svilupa il tema principale appunto... del nascere e goder del breve periodo della spensieratezza... per poi accorgersi ch'è tutta una fregatura... la vita s'intende... per autodifesa... o per mero egoismo... s'è portati ad esser rivolti su se stessi... ed il bisogno di dare forse ci sfiora appena quando ci son dei figli... ma dopo... ci si rende conto che s'implode su noi stessi... che così tanto ci conosciamo da odiarci in un certo senso... poiché la chiusa spiega... che possiamo tentare anhe voli pindarici... chieder passaggi ad icaro... per elevarci a diversa condizione... ma lla fine sempre con i piedi ben saldi per terra dobbiamo tornare...

Enio Orsuni16 ottobre 2010

perfettamente daccordo con bilato ma aggiungo: non siamo bestie per questo ci appelliamo al libero arbitrio ma è proprio questo pensiero che ci rende bestie! bestie? molto più umane. inchino al poeta