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Impressioni 18 ottobre 2010 · lettura 3 min · 1839 letture

Recordi autunnali dalla Steppa della Vita

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Tanto tace la bruna tinta di quest'ignoto... reo tramonto sicché la frale mente è vinta dal livido... vile affronto ch'onte insane e crudi rimorsi or spediti vanno accendendo sui miei vani recordi trascorsi cui mesto e irrequieto m'arrendo. Allor con duol rimembro ansante le truci mestizie sofferte; e vò lamentando costante le privazioni che son certe e che non mi beano d'Amore, né di pace, né di contento ché del mio Destino l'onore s'è involato baciando il vento. Rimembro!... È autunno. Vien sera. Della vendemmia i lieti canti si dileguan sìccome cera che spira tra fochi brillanti. Un aër colmo di malizia maliardo conquide la steppa. Odesi, frutto di nequizia, un muto sparo che s'inceppa: il cacciattor s'avventa infame sulla vittima sciagurata... La mira... Impugna le lame e sulla carne già squartata apre varchi colmi di cruore. Con crudeltà ne prende il vello, tronca il capo, deruba il core; si scuote... sorride rubello e riede alla sua villa ignota laddove ripone il fucile, arma tanto ligia e devota quanto terrificante e vile. Recordo!... Sul morir del giorno spegnesi la campestre vita. Lentamente svanisce il corno che Morte alla caccia fia unita. Pel manto del vento ch'è mite risòna un terribile grido... un urlo di uom ch'accende lite in seno a qualche agreste nido: la vaga sposa l'ha tradito macchiandogli e l'onore e il letto; ed egli... egli, uom quieto e pulito, l'ha uccisa sotto il miser tetto. Berrà forse l'ussoricida dal calice del tradimento mondando la mano omicida nel sollievo del giovamento?... Cadrà forse il sangue muliebre di quel truce braccio assassino nella goccia e gaudia e funebre d'un dolente sorso di vino?... Ahimè!... Fellonia... tradimento... Tremendi concetti piacevoli che sempre adducono il tormento a gesta aspre e riprovevoli. Onore!... Verba cieca e immota che infra la Vita... infra la Morte nulla spiega... nulla dinota sennonché quell'avida Sorte che le pie stagioni separa in nome d'una larva avida... d'una serpe malvagia e avara... d'una ria Natura squallida che le spemi e gli Amor divora sotto un Ciel che per noi dispera... Tutto è dannato! E poi... che fora? O v'è il Nulla... o la Vita vera. Rimembro!... Tu, rosa ridente, promessa e offerta forse da Iddio, stanca... frale ti spegni aulente baciata da un labbro giammai mio; e va la tua solenne immago morendo nella nebbia fresca ove subisco giammai pago del Fato oscuro la ria tresca. Alla Poesia resta il recordo della tua beltà senza pecca... dolcezza ch'ognor non demordo sebbene in realtà giaccia secca, e spenta... e muta... e silenziosa. Dannato autunno! Empia Natura!... Stagione sì peccaminosa d'un'aspra Fatalità oscura!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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