Diverso, frequente amico

Distante da contrari venti di luce smorti
d'adorni prati, la malinconia si strugge
per invidia, l'inaccetta a gaudiose corti.
Fuso all'aure, senza passi fugge
come gialle epistole nate a scaldar
la solitudine, non lor carta ma lor ricordi incenerendo
le stanche focolari fiamme, bruniscon la pena
Così le sue, di parole riscritte appena
traspaion e com'acqua van fluttuando
in bottiglia, verso lei, per colpa fuggendo.
E non vi è vino, alcool o idea
a raggiunger stanchi meandri del core
mesto di un'anima afflitta, che trae riparo
nell'illustre silente vascello "amor sincero".
©
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L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
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