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Impressioni 21 ottobre 2010 · lettura 1 min · 4447 letture

Tachicardico il cuore

Raggioluminoso 239 poesie pubblicate
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Una vertigine da tanto splendor pervade la mia confusa mente mobile terreno per un corpo rapito al cospetto di 'sì tanta bellezza. Relazione morbosa mi si crea mentre l'animo mio s'agita entro paesaggi, scene veicolate da trame di sogni in tele intessute. Smarriti i miei sensi nell'isteria capto il profondo senso espresso parole veicolate dal tratteggio abili setole d'anima del pittore. Smarrita, confusa e abbagliata sfioro muscoli, accarezzo vesti nascendo dall'acque, risorgendo appesa alle pareti d'un museo.
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La sindrome di Firenze, meglio conosciuta come sindrome di Stendhal, è il disagio provato davanti a opere di particolare bellezza e si traduce in una forma di affezione psicosomatica

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Commenti (27)

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Nemesis Marina Perozzi21 ottobre 2010

La conosco molto bene... Ne sono frequentemente vittima, così come quando letteralmente perdo la ragione ascoltando musica, anche se questa sindrome ha un altro nome... Devo dire, però, che, se si tratta di una sorta di follia, è la pazzia più affascinante ed emozionante che si possa provare!

Angela21 ottobre 2010

Splendida questa lirica che spiega molto bene i sintomi di questa sindrome. Pur non avendo mai provato questa vertigine capisco perfettamente queste sensazioni. Indovinatissina la scelta del soggetto del dipinto: "La nascita di Venere" quale esempio migliore poteva portare l'autrice per arricchire il suo meraviglioso testo?

alessio carlini21 ottobre 2010

eccone un altro... è una senzazione meravigliosa, ogni dettaglio diventa un altro dettaglio e ancora e ancora sino a svuotare tutto il resto attorno e dentro di se... come una sorta di meditazione, la mente è libera e da spazio alle emozioni che l'arte ci regala... splendida poetessa i miei complimenti pazzi!

L
Loreta Salvatore21 ottobre 2010

Sindrome che hai ben espresso in un rapimento dei sensi e dell'anima che rendi in immagini e verseggiar aulico. Un'opera che è arte nell'arte, considerato il tema. Eccellente in tutti gli aspetti, o poetessa!

Ela Gentile21 ottobre 2010

E' un rapimento dell'anima e della mente che prende quando si è al cospetto di sì tanta bellezza. A me succede anche, come ha detto Marina, quando ascolto determinata musica. Splendidi i tuoi versi, eccellente il tutto... Complimenti Raggio.

m
marcello plavier21 ottobre 2010

La grande sensibilità conduce talvolta alla sintomatologia di un malessere, certamente l'arte è un veicolo per smarrire il proprio ego, con questa lirica la poetessa descrive con bello stile alcni momenti del sentire di fronte ad opere d'arte, siano esse visibili oppure udibili. Lirica densa di emozioni e sensazioni, molto molto apprezzata

C

ne sono vittima anche io, quando di fronte a tanta bellezza, sento l'anima come rapita, ottimi versi

Kiaraluna21 ottobre 2010

E' come se ogni singola molecola percepita nella bellezza raccontasse la magìa dell'ispirazione, e il caos verbale che ne deriva crea un sovraccarico emozionale che manda in tilt l'intera gamma di percezioni. Non ne conosco i sintomi ma è questo che i tuoi mirabili versi mi hanno trasmesso Flox, lirica davvero magistrale.

Giovanni Monopoli21 ottobre 2010

un verseggiare molto bello che colloca l'autrice nello splendore poetico d'incantevole quadro... ottima poesia

G
Gianny Mirra21 ottobre 2010

Poesia emozionante e ricca di sfumature e immagini. Bellissima, brava come sempre.

Enrico Baiocchi21 ottobre 2010

Per un appassionato di pittura, ed arte in genere, non poteva passare inosservata una lirica dai toni così tenui e discreti. Osservare e rimanere rapiti da un'opera d'arte è qualcosa di sublime, sviscerare ciò che l'artista voleva trasmettere e aspirarne a fondo l'essenza, lasciarsi andare alle sensazioni provate è come sentirsi un tutt'uno con l'anima del'opera. Complimenti all'autrice per aver saputo così bene descrivere questa estasi.

chi fa ammirare lo splendore e lo traduce meravigliosamente in poesia ruba con dolcezza l'anima mia... sei più che fantastica mia splendida poetessa... leggerti onora il mio cuore... sei un capolavoro sei uno splendore... abbraccio con un caloroso poetico bacio

Calogero Pettineo21 ottobre 2010

una esposizione davvero splendida, un omaggio all'arte che condivido poiché anche io rimango estasiato da simili capolavori. in toto apprezzata.

Oh dolce Flo... a me è successo al Louvre di impazzire letteralmente per una statua, Psiche e Amore di Canova e dinanzi all'affresco di Leonardo da Vinci Della vergine delle rocce... E' una posia che mi ha ridonato delle stupende sensazioni da te meravigliosamente espresse. Grazie Raggio

Giovanna De Santis21 ottobre 2010

ed il battito accellera davanti alla vista di opere d'arte, si rimane incantati estasiati e rapiti, negli occhi e nel cuore, un 'omaggio all'arte, attraverso versi che sono altrettanto capolavori di bravura espressi di profondità e meravigliosa eleganza

Tiffany 7021 ottobre 2010

Stupenda descrizione delle bellissime sensazioni che avvolgono lo spirito di fronte alle bellezze che l'umana arte è riuscita a creare...è vero, ci si sente rapiti, leggeri, privi di forze. Lirica di grande atmosfera!

Daniela Pacelli21 ottobre 2010

Una grande lirica di tanta bellezza, che ci presenta un tema non da tutti conosciuto, da me per es. no, non conoscevo tale sindrome. Immagini fluide che vivono dentro la bellezza e lo splendore di una grande opera. Applausissimi! Brava Raggio!

Berta Biagini21 ottobre 2010

Una descrizione talmente precisa che sembra di essere lì davanti a tante meraviglie – cercando di cogliere ogni minimo particolare onde arricchire il nostro bagaglio.

iezzi giampiero21 ottobre 2010

io già soffro al relazionarmi allo specchio senza pagare nessun accesso... la mi è la sindrome di iezzi&mr. parkinson.

P
Pp21 ottobre 2010

Succede proprio così! Infinite le sensazioni provate davanti ad innumerevoli capolavori, ricordo la mia visita agli Uffizi. Notevole per stesura e incipit, complimenti per la tua bravura innata!

Aldo Bilato21 ottobre 2010

il Soma...(che non è il maschio dell'asina)... un giorno incontrò Psyco...(che non è un film di Hitchcock)...si capirono al volo e divennero amici... in una galleria d'arte a Frenze... davanti ad un quadro famoso... videro Tachi e la sua amica Cardìa... incantantate, anzi quasi in trance... insomma si sentivano male... non avendo appresso il "pallone di Ambu"... passarono alla respirazione bocca a bocca... alla manovra era presente un cronista francese dell'epoca... un tal Stendhal... che rimase così colpito dalla scena tanto da dar fuori di matto... coniando il termine che della sindrome prese il suo nome... questa la spiegazione... la lirica invece... ne esalta la mia impressione... anzi la magnifica! complimenti... Raggetto... cià.

Gerardo Novi21 ottobre 2010

...sindrome che non conosco, però riconosco la bravura della poetessa che con il suo elegante verseggiare mi ha portato agli occhi una mia lacuna (che andrò a colmare approfondendo di più) oltre alle bellezze dell'arte... letta veramente con immenso interesse, un abbraccione

Moreno il Duca21 ottobre 2010

si sono una vittima un perseguitato quando mi trovo davanti a tanto splendore e bellezza che la mia anima si stacca dal mio corpo ed entra direttamente nel cuore di fulgida parvenza complimenti raggetto mio

Salvatore Ferranti21 ottobre 2010

una poesia molto bella su un tema che mi ha sempre affascinato tantissimo. molto ben scritta.

Barbara Golini21 ottobre 2010

Firenze mi ricorda parte della mia infanzia e un po' della mia adolescenza... e tutte le opere d'arte e i monumenti che erano il mio pane quotidiano e l'ammirazione continua al guardare e riguardare... qualcosa che difficilmente qualcuno capisce se non nato in un paese come il nostro... quello che più manca a chi vive in un altro paese... come sempre abilissima questa poetessa, nell'esprimere emozioni.

rapìta e affascinata da tanto splendore, emozioni intessute fra trame preziose... anche le tue splendide parole che diventano poesia ed arte.

Antonio Biancolillo22 ottobre 2010

E' vero... quando si è messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza... il disagio... il capogiro... confusione e allucinazioni... possono presentarsi... è spesso si riscontra a Firenze... luogo di grandi emozioni per le grandissime opere d'arte che ospita... una malattia che colpisce principalmente persone molto sensibili... quelle che si fanno rapire fin dentro l'anima... e i tuoi versi ci hanno saputo descrivere magistralmente quelle emozioni... ...