La rinuncia

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).
Commenti (16)
parlano e incatenano la mente i versi che questo autore, grazie al suo animo ci regala... penetrante ed originale in uno stile unico di un grande... piaciutissima un abbraccio
Una poesia che tratteggia il vero. Le rinunce hanno svariate ragioni d'esistere. Solo il tempo ci farà scontare la pena del cuore che, a volte, causa grande sofferenza e portano il peso dei rimpianti. Molto significativa. Piaciutissima!
profondamente sentita- triste verità, ineluttabili a meno di fare altre scelte, ma anche quelle saranno una rinuncia comunque,
Molto emozionanti le tue parole, scorrono delicatamente mentre le si leggono e sempre con delicatezza centrano l'obiettivo e fanno pensare che questi pensieri sono i pensieri di tanti. Piaciuta, segnalibro
Afflitti da un ingombrante super- io ci imponiamo doveri spesso molto faticosi, al limite della sofferenza poi, con il trascorrere del tempo ci rendiamo conto di quanto, in realtà, sia più importante dare spazio all'amore, al piacere di fare qualcosa che veramente ci gratifichi e ci renda felici. Molto apprezzata e condivisa.
condivido appieno, questa tua verità,intensissima poesia, versi bellissimi
E su questo foglio elettronico l'anima di un poeta, che conosce gli anfratti dell'anima, legge. Legge i disegni rimasti incompiuti nella mente, le riinuncie che il dovere impone ogni giorno, quasi scontate e accantonate come carta straccia, ma nella consapevolezza che arriverà il giorno che nell'inventario salteranno agli occhi quegli scaffali vuoti, e forse ingenuamente ci domaderemo "perchè"...perché abbiamo lasciato che la benda del dovere ci impedisse di afferrare il sogno, quando lo abbiamo avuto a portata di cuore. Bellissima lirica, intensamente sentita, condivisa in toto, apprezzatissima, da incorniciare!
Perché "rinunciare" in questa vita così breve, non rimane forse solo il cuore ad allietare una quotidianità forzata? L'autore ci fa riflettere sulla diatriba costante fra il lasciarsi andare e il rispettare doveri improbabili che in tarda età potremmo rivendicare, ci offre un monito suggerisce forse un "carpe diem" ed io lo ringrazio per questi versi. Magnifica fiocco
rinuncce... coscienza? o forse il contrario sarebbe preferibbile... libere scelte ma alla fine il bilancio. ho rinunciato a mangiare carne di venerdì ed il sabeto la carne era andata a male i frutti in natura andrebbero mangiati altrimenti perché li abbiamo a disposizione? scioglire le catene dell'inibizione c'è bisogno di tutte le vitamine del creato. lo sapevo, nun ciò capito gnente... grande poeta!
La vita le rinuncie... sapessimo in anticipo cosa ci conduce a prendere una strada invece dell'altra, cosa invece ci potrebbe delineare un cammino sereno e cosa no, come sarebbe bello sapere che non sarà nell'oblio di quel che abbiamo perduto che ricaveremo la sapienza di non esserci accorti di aver rimpianti da contenere... E' bellissima Mario molto significativa grazie poeta!
Se il rinunciare ci è stato imposto dalle responsabilità che ci siamo assunti verso altri una giustificazione può essere data... in caso contrario ogni rinuncia è una castrazione del proprio essere... dal mio canto non ho mai rinunciato a nulla, pagandone anche lo scotto... qualche volta... ma il pensiero mio assoluto è che la vera vita è quella vissuta interamente. Profonda e malinconica riflessione. Complimenti!
La vita è fatta di rinunce di ripensamenti, di scelte ... quando arriviamo ad una certa età e buona parte della vita è passata ecco il bilancio, ma non sempre è negativo, a me succede spesso di fare ciò, certo ho fatto molti sbagli, ma vengono fuori anche cose buone... grazie all'autore per questa sua ennesima bellissima lirica che porta a riflessioni vere e profonde...
...e passeremo il testimone a nuove generazioni, stupenda e vera questa tua riflessione, piaciuta assai, ne
Quanta verità in questi versi... In fondo l'uomo è sempre schiavo di qualcosa. Difficile, se non impossibile, a volte, lasciarsi andare alla voce del cuore... troppe incognite, troppi rischi, troppe paure. In fondo solo i bambini sono veramente liberi di essere se stessi, esternando in modo efficace e diretto i loro sentimenti. All'adulto rimane la"saggezza" della rinuncia e l'amaro del rimpianto. Bellissima Poesia.
poesia molto vera e condivisa. versi che non si dimenticano.
lo scorrere dei giorni, il fluire lento ed inesorabile soffocando rinunce e sogni... spesso la vita è tutto questo... forse la poesia serve proprio a questo... a non far morire i sogni












