Non CI STO DENTRO PIU'
Fabio bruschi
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Ero un insegnante,
fino a quando un alunno mi ha fatto una domanda
a cui non ho saputo rispondere
e gli ho dato la cattedra
a dispetto della mia laurea.
Ero una persona felice,
fino a quando ho visto in televisione tanta sofferenza
inchiodata negli occhi di chi non ha
altro che il niente da masticare a vuoto
nutrendosi di un sogno
mentre si toglie le mosche di dosso.
Ero un tifoso tosto,
fino a quando ho visto uno della mia curva
colpire e poi finire per terra con una sbarra
un ragazzo dell'altra squadra
...comunque sempre un ragazzo!
che i genitori
non si stancheranno mai d'aspettare a casa.
Ero un padre,
fino a quando la Stradale mi ha telefonato invitandomi
a presentarmi per riconoscere
gli occhi spenti rimasti aperti di mia figlia
dopo aver alzato un lenzuolo
bianco che io vedevo tutto nero.
Ero un ragazzo
che sognava pace, amore e libertà,
un ingenuo che credeva...
ma adesso
sono un uomo con i piedi per terra
che purtroppo sa cos'è questo "esistere"
del kazzo...
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L'autore
Fabio bruschi
Commenti (2)
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Phantom21 ottobre 2010
Caro amico, se quello che hai scritto corrisponde al vero, non so dirti altro che condivido il tuo dolore infinito.
Enio Orsuni21 ottobre 2010
ogni commento è superfluo il brutto, anzi, il peggio è quando suona la sveglia e si fa un bilancio. una autobiografia che rattrista se biografia è. molto apprezzata per forma e contenuto

