Di sofferenza negata
Mirando pietà, del suo mondo sì avverso
se non parole, ma di sguardi come spazi d'eco
come desio sovrano, che nel suo specchio s'avvede immerso
tanta attenzione imprestando alle fragili dita
e debole d'affetto, a l'aria mancò di zelo.
Sembran bolle, preziose, verso il sol la vita
che fugge 'l profondo gelo, oblio d'inverno
e agghiaccian 'l core nel suo soffrire, bisogno cieco
di quel riflesso fuori, sì sordo e alterno.
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L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
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