C'erano
Nuvolarosa
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c'erano
le voci dei ragazzi nei cortili
e delle mamme alle finestre
mentre una falce di luna scagliata tra grappoli di stelle
si lanciava dal nero mantello della notte
in un mare svuotato dentro un cielo
mai stato così grande mai stato così blu
e c'eravamo noi
assaliti da vertigini schiantate
smarriti al tepore d'immature tenerezze
inabissati in vapori chimici
su pelle sudata e tremante
per quel bacio
tenero
sognato
proibito
ponte lunghissimo
tra labbra serrate e cuori azzittiti
miliardi di nuovi orizzonti
e doni mai immaginati
apparivano tra cancelli dell'anima
d'un tratto spalancata
impudicamente libera
a noi
felici senza sapere di esserlo
schizzati in alto lontanissimi
come uccelli in volo
che più
non vogliono planare
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L'autore
Nuvolarosa
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele27 ottobre 2010
molto bella e sentita ottima poesia... complimenti e abbraccio

