La fornaia
La fornaia mi avvinghia
col suo occhio verde,
il nome sibillino
ed il pane caldo di forno.
Mantovane e fusetti
a chili, ad etti
tutti perfetti
ma sotto un asettico
camicie bianco
c'è sostanza,
c'è voglia di piacere.
Hai abbondanti tette,
quasi perfette,
tagli la pizza a fette
e non mi rassegno:
con i guanti da chirurgo
mi servi,
con lo sguardo, demiurgo,
ti accarezzo.
Sibilla cumana
manipoli pane,
e ti sogno
lenendo il mio bisogno
d'amore.
Fornaia amica
non m'affatico
ad incrociare gli sguardi
facendomi sopravanzare da clienti
non altrettanto attenti.
Sei bella come
il sole
e vivi di parole.
©
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L'autore
morfeo morganti
Rieccomi fra di voi amici. Dopo una lunga e dolorosa malattia ho ripreso a scrivere e la pagina bianca non mi spaventa più. La sofferenza ed il male oscuro, mi hanno temprato. Sono e vivo a Brescia, per anni ho esercitato la professione di avvocato penalista che, mio malgrado, ho dovuto abbandonare. L’anagrafe non mi a
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