Mi chiedo e mi rispondo
E' lecito seguir, scrivendo versi,
in forma sì banal e illetterata?
Non sono forse solo, in questa cerchia,
ma vale ancora il gioco, la candela?
Ciò nol richiese il medico curante!
Nell'opra è ver che il tempo ci migliora,
quel che però non c'è, non si può dare:
saria voler cavar emo da rapa.
Poemi lessi ancor che mi stordiron,
grande prestanza, al cui valor m'inchino,
ma proprio ciò che ho letto, m'ha avvilito;
troppo distanti son, dal mio operato!
Io che feci le scuole di mestiere,
potrei mai, dei versi la stesura,
porgere in maniera più adeguata
a ciò che nobil arte pur richiede?
Ma pur nell'insipienza più completa,
la volontà d'imprimere prevale:
E' troppo bello, stuzzicar la cervice!
No, a rinunciar ancor non mi rassegno!
Chi vuol mi legge quindi, altri s'astiene,
che sopportar alcuno non conviene.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele28 ottobre 2010
leggo con piacere note stupende e mi rallegro il cuore per il tanto splendore... e come vuole la poesia sei una splendida poetica fantasia... complimenti e abbraccio stupendo poeta
